IL TESTAMENTO, IL TESTAMENTO!

Il testamento è stato trovato, ma deve ancora essere tradotto dagli esperti. Anche stasera però, dopo l’incontro a tre Marrazzo Alemanno Sacconi, è stata confermata la chiusura dell’ospedale San Giacomo. E’ interessante notare che da ieri il quotidiano romano Il Messaggero, di proprietà del costruttore Caltagirone, ha iniziato a occuparsi dell’affaire dopo mesi di silenzio. Addirittura il titolo dell’articolo di ieri  diceva "no alla speculazione" (termine bandito in quel quotidiano per ovvie ragioni).

Il fatto è che ormai si sa perfettamente chi ci sarebbe dietro alla speculazione immobiliare. Un altro dei grandi potenti dell’edilizia capitolina. Non è che improvvisamente il quotidiano romano abbia avuto l’illuminazione filantropica. No, no. E’ pura e semplice lotta di potere (immobiliare).

Facciamo un passo indietro.

Anni fa si è iniziato a parlare del trasferimento del S. Giacomo in una sede nuova da costruire alla Bufalotta (praticamente accanto a Ikea e al centro commerciale Porta di Roma). Ora, andate a vedere chi ha costruito Ikea e il centro commerciale Porta di Roma. Probabilmente è lo stesso gruppo che avrebbe costruito l’ospedale ed è certamente quello che metterebbe le mani sullo storico edificio del centro storico per farne un albergo, in caso di effettiva dismissione.

Ora, il decreto Brunetta (n.112 del 25 giugno 2008) all’articolo 58 stabilisce una serie di cose sul patrimonio immobiliare delle regioni (e degli altri enti locali) che si sposano perfettamente con quello che sta succedendo del S. Giacomo. In pratica se l’ente iscrive un suo bene nell’elenco che costituisce il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari, questo bene diventa immediatamente patrimonio disponibile. Anche la sua destinazione urbanistica è espressa direttamente nel piano delle alienazioni allegato al bilancio. L’elenco ha effetto dichiarativo sulla proprietà e produce gli effetti previsti dall’articolo 2644 del codice civile (trascrizione degli atti relativi ai beni immobili).

Con legge regionale n. 14/2008 di assestamento del bilancio ecco che cosa è uscito fuori:

"Al fine di contribuire all’azzeramento del disavanzo sanitario regionale, […] tutti i beni mobili ed immobili destinati a fornire rendite patrimoniali nonché i beni culturali ed artistico- monumentali già trasferiti al patrimonio delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, di seguito denominate aziende sanitarie, sono trasferiti, per la successiva valorizzazione, salvaguardando le situazioni di disagio sociale, in proprietà alla Regione." (art. 5)

"65. b) nell’ambito della più ampia riorganizzazione e razionalizzazione della rete ospedaliera pubblica e privata della città di Roma, la Giunta regionale adotta gli atti necessari alla cessazione, entro il 31 ottobre 2008, dell’attività sanitaria del presidio ospedaliero San Giacomo, nonché dell’attività ospedaliera del Nuovo Regina Margherita, destinando le relative risorse umane, strumentali e finanziarie al potenziamento delle strutture e dei servizi sanitari carenti;"

Insomma, a questo punto, il San Giacomo finirebbe dritto dritto nel famoso elenco degl immobili da alienare, in fretta e furia. Senza un serio progetto di razionalizzazione (dell’ospedale Bufalotta poi non se ne sa più niente). E, come mi scrive un medico che se vorrà citerò (almeno la sua iniziale, come uso fare), a proposito dell’incontro avuto finalmente ieri con il direttore sanitario:

"la regione non ha affatto predisposto un preciso e dettagliato piano di ricollocamento del personale in esubero, quello cioè che non rimane nell’azienda RM/A. Molti colleghi, recatisi negli ospedali di destinazione per un sopralluogo, si sono accorti con sorpresa e disappunto che non solo nessuno sapeva niente del loro arrivo, ma che non erano neppure tanto graditi. Insomma, la regione chiude un ospedale in gran fretta, assicura con enfasi che le équipes non saranno disperse e frammentate, che ogni professionalità verrà difesa e garantita, predispone un censimento dei posti disponibili in altri ospedali romani, e alla fine si viene a scoprire che è tutto finto, tutto virtuale. Del resto era immaginabile che la chiusura di un ospedale ancora in piena attività non sarebbe stata un’operazione tanto facile. Solo un imbecille può pensare di cavarsela in un paio di mesi.

Purtroppo questo imbecille esiste, anche se dietro di lui ci sono personaggi molto più inquietanti e pericolosi.

Speriamo ancora in un miracolo, e continuiamo a lottare."

Questa non è una di quelle brutte storie che potrebbe raccontare Report? Milena, ti aspettiamo…

[Continua]

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3 Responses to “IL TESTAMENTO, IL TESTAMENTO!”


  1. 1 ziacris 16 ottobre 2008 alle 14:19

    La storia infinita delgi Ospedali, mi sembra di sentire parlare del S. anna di Cona, una storia infinita, ancora da finire, un pozzo senza fondo dentro al quale continuano a sparire le sovvenzioni

  2. 2 capsicum 17 ottobre 2008 alle 11:31

    cartolarizzazione immobiliare, il primo passo, evvai!

  3. 3 giorgi 17 ottobre 2008 alle 15:40

    Zia Cris, è con la sanità che oramai si fanno gli affari.

    Capsicum, eh già, il San Giacomo è già stato di fatto cartolarizzato. E contro questa cartolarizzazione (avvenuta già nel 2002) sono intervenuti gli eredi del cardinale con il famoso testamento.


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