L’ARIA FRITTA DI MARRAZZO

Tempo fa, il 25 settembre per l’esattezza, avevo scritto al Presidente Marrazzo attraverso il servizio "Dillo a Marrazzo" accessibile dal sito della Regione Lazio per chiedergli, col core in mano, di rivedere la decisione scellerata di chiudere il San Giacomo. Gli ho scritto come sua elettrice e come paziente oncologica dell’ospedale che stava per chiudere, con gli argomenti che chi legge questo blog conosce a memoria. 

Oggi, udite udite, è arrivata la risposta. Mah, chiamarla risposta è un po’ troppo azzardato. Aria fritta che continua spadellare ogni volta che tocca l’argomento.

Eccola qui, al posto del mio nome ho messo i puntini non per la privacy, ma perché probabilmente la stessa lettera è arrivata a tutti quelli che come me gli hanno scritto. In grassetto ho segnalato ciò che mi preme segnalare.

"Gentile Signora…,

In questi giorni moltissimi cittadini mi hanno scritto spinti dal timore e dall’ allarme creato dalla notizie riguardanti i provvedimenti adottati dalla giunta regionale sul riordino della rete ospedaliera.

Comprendo le preoccupazioni ma, credo, siano dettate dalla scarsa conoscenza delle misure prese e dal timore di un impoverimento dell’offerta dei servizi da parte della Regione.

Non è così.

La sanità del Lazio avrà un volto nuovo, migliore e un’offerta di cure per tutti. Più radicata sul territorio, più vicina ai bisogni delle persone, più attenta alle necessità dei pazienti. Noi non chiudiamo ospedali, ma apriamo le nuove strutture sanitarie del XXI secolo. Curare le persone non passa attraverso un posto letto e un ricovero.

Il processo di ristrutturazione del sistema sanitario regionale è già partito e si tratta di un processo rinviato per troppi anni, mentre è già avvenuto in molte Regioni italiane. Quelle, guarda caso, che oggi hanno i conti in ordine.

È un percorso obbligato che non può non coinvolgere il mondo dell’ospedalità pubblica e privata (che ha una presenza nel Lazio ed a Roma in particolare di grande peso).

Ora è giunto il momento del cambiamento e non c’è più spazio per rinvii. Lo pretende il sistema sanitario regionale che cosi come è oggi crea disservizi e disavanzi. Ma soprattutto lo pretendete voi cittadini che ci chiedete ogni giorno cure efficaci ed appropriate .

La Regione Lazio comunque ha ben presenti i problemi connessi a un processo di riconversione storico di così vasta portata e, infatti, c’è la disponibilità a individuare soluzioni alternative che salvaguardino soprattutto i posti di lavoro.

Il momento di un cambiamento è arrivato e i cittadini potranno continuare a contare sulla grande professionalità dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari del Lazio.

Un cordiale saluto

Piero Marrazzo "

Non commento, ma noto che il Presidente/Commissario si dichiara disponibile a individuare "soluzioni alternative che salvaguardino soprattutto i posti di lavoro".

Commento invece il consigliere regionale Alessio D’Amato, del Pd (dopo sofferti transiti dal PCI, a Rifondazione, ai Comunisti italiani), che continua a spendersi per quanto gli è possibile per contrastare o almeno rendere meno disastrosa questa chiusura (io la chiamo così, non certo "apertura delle strutture sanitarie del XXI secolo"…) D’Amato conosce bene i problemi della sanità del Lazio, ha scritto un libro sugli scandali della giunta storace, Lady Asl e oggi, in commissione sanità, ha chiesto di conoscere il futuro del reparto di oncologia e del servizio di psichiatria del San Giacomo. "Il reparto di oncologia, che per sua natura ha bisogno dei ricoveri, è eccellente per le prestazioni effettuate, ed è necessario che sia messa in campo una valida alternativa per non creare disagi ai malati che già vivono una grossa sofferenza". La sua nota stampa di oggi si conclude così: "non vorrei che in tutta questa vicenda a pagarne le spese siano proprio i più deboli, i malati oncologici e psichiatrici".

Si sta cercando di mettere la parola fine a questa storia, anche mediaticamente: la crisi economica tira di più. Invece presto faremo un’altra manifestazione, mi ha detto Zeta, l’ultima. Sarà una manifestazione, spero, diversa dalle altre. Magari ci sarà anche Italia Nostra, che si è dichiarata dalla nostra parte. E potrebbe partire una raccolta di firme per indire un referendum cittadino. Magari gli eredi Salviati sventoleranno il famoso testamento… Salvati dai Salviati?

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6 Responses to “L’ARIA FRITTA DI MARRAZZO”


  1. 1 Delon 15 ottobre 2008 alle 08:50

    Che dire? Provo molta tristezza e rabbia. Non credo che le colpe siano tutte di Marrazzo, che del resto ha un bilancio da far quadrare, sotto il controllo del governo di centro-destra.
    Le colpe peggiori del centro-sinistra sono quelle di non fare politica attiva di contrasto, oltre le sterili indignazioni, sbeffeggiate del resto dai cialtroni reazionari.
    Qui ci vogliono scioperi ad oltranza, manifestazioni continue, ostruzionismo parlamentare, raccolta di firme per più referendum.
    Ciao…

  2. 2 ziacris 15 ottobre 2008 alle 13:51

    a forza di sentire questa “aria fritta”, rischio che mi venga il mal di fegato…il fritto fa male al fegato!!!

  3. 3 giorgi 15 ottobre 2008 alle 15:41

    Delon, certo, il governo ha enormi responsabilità. Ma nel caso specifico marrazzo ha enormi responsabilità. Comunque la partita non è affatto chiusa.

    Zia cris, anche il dottor Esse ha ricevuto la stessa identica risposta, tempo fa…

  4. 4 camden 15 ottobre 2008 alle 16:20

    Certto che questa lettera di Marrazzo sa tanto di bel tema scolastico e di facciata. Come dire, cerchiamo con le belle parole di nascondere la brutta realtà che c’è dietro..
    Che risposta deludente, comunque!

  5. 5 cestodiciliegie 15 ottobre 2008 alle 22:11

    Tanta, tanta tristezza. E nessuna parola. La delusione impedisce alle parole di esprimersi.

  6. 6 utente anonimo 26 ottobre 2008 alle 18:41

    Vile marrazzo non mi spreco a definirti.tu e quel vigliacco del tuo vice,montini il viscido,non entrerete mai in possesso del S. Giacomo.Avete fatto come al solito il conto senza l’oste.


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