LEZIONE D’INGLESE

E’ iniziato da una settimana il corso d’inglese che l’amministrazione graziosamente paga a chi ne ha fatto richiesta ed è almeno ad un medio livello. Due volte a settimana, un’ora e mezzo a volta, insegnante americana, e siamo solo in otto. Mettiamoci che per raggiungere la sede centrale devo fare una passeggiata per il centro e questo, sub era brunetta, è già un fatto che riconcilia con il proprio lavoro, che dopo dieci anni, un avanzamento di carriera bloccato e una generale insofferenza alla routine, non può che stare stretto.

La teacher è entusiasta di noi, dice che siamo una classe molto aperta, interessante, curiosa. E oggi, sottoposta al fuoco di fila di domande sulla sua vita, ci ha raccontato dei radicali cambiamenti che ha compiuto, nel lavoro e negli studi (dalla laurea in matematica a quella in italiano), lasciando New York per San Francisco e San Francisco per Roma. Raccontato ad una classe di impiegati statali italiani, tutti con diverse specializzazioni (c’è la la statistica, l’informatico, l’economista, la bibliotecaria…) ma pur sempre impiegati dello Stato, suscita invidia e frustrazione. Oh sì, come sarebbe bello dire non mi piace più, mi annoio, voglio fare altro. Posso fare altro. Sono passati dieci anni, è tempo di cambiare.

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6 Responses to “LEZIONE D’INGLESE”


  1. 1 misshajim 13 ottobre 2008 alle 18:07

    ti mando un sorriso, questo è un post importante!

  2. 2 juliaset 13 ottobre 2008 alle 20:48

    E sarà un bel cambiamento. Un abbraccio.

  3. 3 ziacris 14 ottobre 2008 alle 14:47

    E dai, intanto comincia a sognare il cambiamento e prima o poi arriverà

  4. 4 camden 14 ottobre 2008 alle 16:00

    Sai che piacerebbe anche a me venire al corso d’inglese!! 😉
    Speriamo che un cambiamento positivo arrivi!

  5. 5 cestodiciliegie 14 ottobre 2008 alle 16:52

    Quando il lavoro non dà più soddisfazioni, quando uscire di casa per andare in ufficio suscita conati, allora sì, è davvero il momento di cambiare. In bocca al lupo, cara Giorgia

  6. 6 giorgi 14 ottobre 2008 alle 17:25

    misshajim, sorrisi a te

    julia, oh sì, se mai arrivasse dovrà essere un gran cambiamento.

    Zia Cris, io sogno un po’ troppo (e poi, come si dice a Roma, “non quaglio”)

    Rosie, magari!

    Cesto/Milvia, conati no, ma ormai è davvero troppo tempo che sono lavorativamente insoddisfatta. Crepi, quindi…


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