NON FATELO MORIRE

Sono stanca. Dopo ore di blocco del lungotevere siamo riusciti a smuovere Alemanno. Io sono dovuta andare via, ma poi ho chiamato Zeta, e mi è sembrato moderatamente ottimista viste le rassicurazioni del sindaco sulla necessità di istituire una commissione per salvare il San Giacomo e una conferenza permanente aperta ai lavoratori. Chi l’ha visto invece Marrazzo? O almeno qualche altro esponente della Regione? Una vergogna.

Durante una delle tante interviste che ha rilasciato Zeta ha detto queste cose qui: "Marrazzo aveva come obbiettivo l’abbattimento delle liste di attesa negli ospedali. Da noi arrivano pazienti dirottati da ospedali come il Policlinico, e possono subito iniziare le terapie. Oggi una donna ricoverata dopo mezz’ora aveva già fatto la risonanza magnetica. Questo è un’ospedale che non funziona? Ci vogliono mandare in un ospedale che è attivo solo come day hospital (il Nuovo Regina Margherita), senza degenza, che bisognerà ristrutturare. Anni fa era stato stabilito che il reparto oncoematologico dello stesso ospedale oveva essere trasferito qui al San Giacomo, doveva unirsi al nostro reparto che per questo sarebbe stato ristrutturato."

C’era Rosie, c’era la mia amica corista, c’era la mia collega anche lei paziente del dottor Zeta, c’era la mia mamma, c’erano le infermiere che ora non mi riconoscono più, c’era il dottor Esse, che ho baciato e ringraziato per il suo intervento pubblicato su Repubblica in cronaca di Roma poco tempo fa.

C’era una giovane giornalista del Corriere che voleva intervistare anche pazienti, non solo medici, allora Zeta mi ha chiamata, e ci siamo presentate io, mammeta e tù. Mammeta poi non la mollava più, la cronista…

C’erano le trattative per sbloccare la strada, il capo della mobile che tentava di abbindolarci per disperdere l’assembramento, le discussioni sulla tattica migliore, le votazioni, chi in piedi e chi per terra, qualche malato seduto sulla sedia di plastica del chiosco che faceva affari d’oro, la caposala, l’anestesista capopopolo, il paziente psichiatrico che aveva lasciato il suo letto per protestare anche lui, a modo suo…

E le voci che si rincorrono, ci faranno una clinica privata, così è già tutto pronto. No un residence, un albergo. E la rabbia, l’incredulità. Per stemperare la tensione Zeta mi ha raccontato che ha finito di scrivere un romanzo. Ma come fa, è bionico? "Tanto mia moglie dice che farà schifo." "Ma l’ha letto?" "No, ma dice che farà schifo." E si è messo a ridere. E ha salutato un paziente anziano, preoccupato per le sorti della sua terapia.

E la rabbia.

[Assolutamente da leggere l’articolo di Furio Colombo del 14 settembre: Morte di un ospedale. ]

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9 Responses to “NON FATELO MORIRE”


  1. 1 camden 26 settembre 2008 alle 07:31

    Giorgia, mi dispiace tanto essermi potuta fermare poco, ma sono stata felicissima di conoscere te, tua mamma, le tue amiche ed il mitico dottor Zeta!
    Per me è stato commovente vedere quelle persone in piazza manifestare una volta tanto non per soldi, contratti di lavoro o cose di questo genere, ma per IL DIRITTO DI ESSERE CURATI che è un diritto fondamentale.
    E mi è piaciuta e mi ha colpita molto la frase di tua madre, diretta alla polizia che ci circondava: “State attenti, perché questi non sono manifestanti come tutti gli altri, qui ci sono persone malate, più deboli.”
    Ecco, in quel momento ho capito da chi hai preso la tua grinta.
    E me ne sono andata, certo triste per il destino di questo ospedale, ma contenta di aver visto tanta gente che NON CI STA!

  2. 2 tittidiruolo 26 settembre 2008 alle 07:48

    Forza, io ci sto con voi, da lontano però…vorrei essere più vicina.

  3. 3 soniaje 26 settembre 2008 alle 11:22

    abitando lontana non sono molto informata sulla vicenda ma ti faccio un grosso in bocca al lupo per la vostra battaglia,speriamo che si risolva nel migliore dei modi!!
    Je

  4. 4 juliaset 26 settembre 2008 alle 13:50

    Brava giorgi, mi piacerebbe proprio conoscere te e la tua mamma…siete persone straordinarie. Incrocio ancora le dita per il vostro ospedale, non è detta l’ultima…
    Un abbraccio
    P.S.: che romanzi scrive Zeta?

  5. 5 ziacris 26 settembre 2008 alle 15:15

    Marrazzo era impegnato a rilasciare interviste a RAI3..brave, siamo tutte con voi, se potessimo sobbarcarci di un po’ della vostra fatica, se contasse, lo faremmo volentieri

  6. 6 Petarda 26 settembre 2008 alle 15:50

    per quel che vale (=menodi0), ho linkato sul tumblr l’articolo di colombo. che tristezza, veramente.
    è inutile, li abbiamo persi. i dirigenti di sinistra, dico. sono decenni che dicono di voler ripartire dal basso, ma appena arrivano in alto se lo dimenticano.
    patetici arrampicatori.

  7. 7 utente anonimo 26 settembre 2008 alle 16:49

    che schifo dove siamo arrivati….marazzo e compagnia sono latitanti….ma che gli frega a loro….prendono un aereo e vanno a curarsi in america….sono proprio disgustata….condivido pienamente quello che state facendo un abbraccio forza giorgi

  8. 8 utente anonimo 26 settembre 2008 alle 17:11

    tra l’altro marrazzo si presta bene per l’elaborazione di slogan.
    (buon fine settimana:-)

  9. 9 giorgi 26 settembre 2008 alle 17:29

    Rosie, è stato un piacere averti insieme a noi.

    Titti, grazie anche da lontano la solidarietà serve.

    Je, crepi, crepi!

    Julia, anch’io continuo a incrociare le dita.
    Mah, che romanzi scriva Zeta non lo so.

    E grazie a te zia Cris.

    E a te, Petarda. Che pena, vero?

    Anonima, magari restano anche in Italia, nelle cliniche private.

    Ale ;-)))) Grazie, anche a te.


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