CHE TEMPO CHE FA

Ho ricominciato ad andare a lavorare in bici. Ieri. Ma già oggi ho fatto pausa. Poi col cellulare nuovo che mi ha regalato Sten posso pure sentire la radio, così l’unico piacere della macchina l’ho conservato. Peccato dover tagliare per le strade e non seguire tutta la ciclabile lungo il fiume, e scampanellare sbuffando alla gente che invade quel piccolo tratto di pista in centro mentre aspetta l’autobus. Al ritorno però me la posso prendere comoda, prima di affrontare le salite stronca gambe vicino casa.

E’ sempre una bella soddisfazione arrivare sudaticcia (non troppo, che un vantaggio della forzata menopausa e la quasi assenza di traspirazione), non dover combattere per i pochi posti del parcheggio interno, commentare l’impresa ciclica con la collega che arriva anche lei in bici da sud, e poi andarmene a yoga pedalando in piano. A lezione una tizia davanti a me è stramazzata a terra per un calo di pressione. Mi ha fatto venire in mente quando sono stramazzata sotto il sole greco di agosto salendo non so quante centinaia di gradini per raggiungere una fortezza. O quando Lula è svenuta in Puglia per un colpo di calore. Perdere coscienza. Chi c’è passato sa quanto sia brutto. Senti che stai lasciando tutto, e per un attimo credi sia per sempre. 

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6 Responses to “CHE TEMPO CHE FA”


  1. 1 royboulevard 9 maggio 2008 alle 15:05

    sentivo scampanellare,, ciao in sorpasso

  2. 2 juliaset 9 maggio 2008 alle 17:36

    Già, il buio dello svenimento dà i brividi. A me fa paura anche l’anestesia. Beh, pensiamo a pedalare, che è meglio: qualcuno per l’anniversario mi ha regalato una bici nuova… Buon we! J

  3. 3 ziacris 9 maggio 2008 alle 22:53

    Non è il massimo della vita. Perdere i sensi, perdere il contatto e rendersene conto, ricordare quella brutta sensazione quando ti riprendi…eh, sì, non è proprio il massimo

  4. 4 cestodiciliegie 9 maggio 2008 alle 22:54

    Mi è capitato di svenire alcune volte. Si sta molto male fisicamente, ma non posso dire completamente negativo quel senso di abbandono verso l’oblio.
    Bici: da grande pigrona quale sono ho la bici eletrica (però abito a 6 m dal centro, dove lavoro!).

  5. 5 giuba47 10 maggio 2008 alle 15:41

    Bello andare in bicicletta, meno bello stramazzare al suolo… Due esperienze fatte anch’io, Gulia

  6. 6 giorgi 11 maggio 2008 alle 19:16

    Benvenuto Rouboulevard!
    Zia Cris, siamo d’accordo 😉
    Milva, io non ci trovo niente di positivo nella sensazione pre e post svenimento. Che pigrona che sei, bici elettrica in pianura!
    Benvenuta anche a te Giulia


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