NIENTE FUGHE IN SPAGNA

“Se l’Italia fosse come questo seggio sarebbe un paese perfetto.” Mi ha detto il rappresentante di lista di una piccola formazione di destra (“solo per fare un favore a un amico che si è candidato”, si giustifica). Avevamo appena affrontato civilmente in che modo affrontare il problema delle troppe persone che non hanno saputo votare correttamente, e che purtroppo sono più dalle nostre parti che dalle loro.  Siamo stati abbastanza lenti, visto che abbiamo finito gli ultimi conteggi che era quasi l’una, ma i numerosi rappresentanti di lista, o candidati, che entravano e uscivano da un seggio all’altro, apprezzavano il clima tranquillo e corretto che si respirava da noi. La rappresentante di lista del PDL seguiva smarrita e silenziosa le operazioni, i conteggi, i conti che non tornavano e che in qualche caso ho contribuito a far tornare.  Nella sua cartellina azzurra le schede di rilevazione spiccavano per i colori dei simboli elettorati tra i quali non  mi sembrava che sapesse districarsi tanto bene. Anche la scrutatrice volontaria (sempre di destra), che alla fine mi ha ringraziato non ci capiva niente (“Baccini chi? Il cantante?”).  Mentre l’amico dell’amico del candidato di destra continuava ad apprezzare la correttezza del presidente, la mia, consigliandomi di cedere su certe contestazioni perché sicuramente sarebbero capitati casi analoghi a mio vantaggio, cercando una specie di complicità super partes, al di là delle appartenenze, come a dire che le divisioni sono artificiose, che si potrebbe andare tutti d’amore e d’accordo, e i problemi si risolvono insieme, ragionandoci un po’.  “Non sta dalla parte mia chi è assolutamente privo di correttezza, di rispetto delle regole e di attenzione al bene comune.” Gli ho sibilato, anche se sapevo che non era lui il genere da combattere (sembrava quasi vergognarsi un po’ di rappresentare quella lista, Il popolo della vita). Ce l’avevo con quell’esercito di rappresentanti con cartellina e fogli colorati che parlottavano tra loro, con i candidati facce da culo come i loro manifesti, come quello che entrando ha dichiarato che Alemanno stava vincendo e ha fatto scendere il silenzio nel seggio. “Ma come?”, mi sono detta. Sten al telefono mi aveva detto che purtroppo si sarebbe andati al ballottaggio ma che Rutelli era in vantaggio di sei punti. La scrutatrice più giovane si è lasciata sfuggire un amaro “certo  che ‘sto quartiere è proprio di destra!” Il presidente e la sua ragazza, che svolgeva le funzioni di segretaria, mi lanciavano sguardi preoccupati. L’unico dato confortante era che tra i candidati del Municipio il giovane del PD batteva tutti gli altri, anche quelli che avevano fatto certamente una campagna elettorale ricca e spregiudicata.

Poi finalmente ho capito che Alemanno vinceva nella zona, ma questo era da aspettarselo.

Mi sono risparmiata ore di dibattiti televisivi, di proclami e di accuse. Mentre camminavo veloce nella notte buia di questa di questo paese, e forse anche di questa città, ripensavo alla notte di aprile 1996, quando Prodi vinse per la prima volta e con Sten tornavamo a casa felici, anche se la macchina, una vecchia 126, ci aveva lasciati per strada. Un’altra casa, un’altra zona, dovevamo costeggiare villa Pamphili e il buio non faceva paura. Pensavamo di esserci liberati di Berlusconi, pensavamo di aver definitivamente cacciato via l’incubo, l’errore. Pensavamo che potesse iniziare una stagione nuova, non ci saremmo più vergognati di vivere in Italia. Poi sono successe tante cose. Sarebbe lungo elencarle qui. Chi mi legge sa bene che non sono stata entusiasta della nascita del PD, anzi, credevo che fosse sbagliato. Devo però ammettere che non si sarebbe andati da nessuna parte se si fosse ripresentata l’identica formazione del ’96, e che forse la sconfitta sarebbe stata ancora più pesante. Nelle ultime settimane mi sono lasciata affascinare e ingannare dalle piazze piene che, evidentemente, corrispondono alle urne vuote. Due anni fa, dopo la vittoria risicata, un amico mi disse che sarebbe stato meglio perdere, visto che per rimettere a posto i conti si sarebbe diventati immediatamente impopolari, e sicuramente il governo sarebbe caduto prima del momento redistributivo, consegnando stavolta definitivamente l’Italia a Berlusconi. Questo è stato forse l’errore più grave, pensare troppo ai conti dello Stato e poco a quelli della gente. Adesso il tesoretto lo distribuiranno loro, è ovvio. E con questo si garantiranno il futuro.

Io stavolta non fantastico fughe o eremitaggi. Voglio stare qui, e contribuire a fare la mia piccola parte di opposizione. Voglio imparare a capire quello che pensa davvero la gente. Voglio fare qualcosa.

Annunci

4 Responses to “NIENTE FUGHE IN SPAGNA”


  1. 1 cestodiciliegie 16 aprile 2008 alle 21:04

    Sempre a titolo personale: lunedì sera, in un commento sul tuo sito che non so perchè non è uscito, ho scritto le tue stesse identiche frasi. Anzi, tu le hai scritte meglio perchè sei più brava di me, ma i concetti erano identici. Concordo anche sul rimboccarci tutti le maniche, ognuno nel suo piccolo dovrebbe combattere una piccola battaglia. Ma ti dirò, proprio oggi ho parlato con la mia nuova vicina di casa, che ha votato PDL. E ieri ho parlato con altre due persone che hanno votato Berlusconi. Non è facile parlare con dei muri. L’economia è la mia materia, loro fanno lavori diversi, e non ne capiscono nulla. Ma hai voglia di spiegare, hai voglia di dare motivazioni alla attuale situazione economica. Non ci sente. Non ci sentono. Non fanno altro che dire che Prodi ha aumentato le tasse, che i prezzi sono aumentati per colpa del governo di sinistra. Che i clandestini entrano in Italia a buco, che gli stranieri sono tutti delinquenti. Ora, io sono disponibile a farmi in quattro per combattere la mia battaglia, ma di fronte all’ottusità mi sento impotente. Ma non mi rassegno a chi dice che non serve a niente, tanto l’Italia è un Paese di destra. Milva

  2. 2 giorgi 16 aprile 2008 alle 23:52

    Milva, il tuo commento c’è, l’avevo letto velocemnte con la stanchezza e la delusione addosso. Ho usato le tue stesse parole, è vero. Sono le parole che stanno ripetendo tutti per spiegare le ragioni della sconfitta pesante. Adesso Berlusconi annuncia misure impopolari. Ma lui la maggioranza forte ce l’ha. E potrà permettersi anche le misure impopolari senza rischiare di cadere a ogni finanziaria. Governerà cinque anni, questo è sicuro. Anch’io non mi rassegno, ma ora il Paese è un paese di destra.

  3. 3 utente anonimo 18 aprile 2008 alle 01:42

    La Lega, proprio oggi, ha cominciato a scalpitare. Cinque anni? Non credo.
    Mai vissuta l’esperienza a un seggio, prima o poi…
    un abbraccio
    remo

  4. 4 giorgi 18 aprile 2008 alle 09:38

    Caro Remo, spero tanto che non duri cinque anni! Comunque l’esperienza al seggio secondo me almeno una volta nella vita deve essere fatta. A presto


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Scriverne fa bene

Come una funambola

Clicca per ordinarlo

Oltreilcancro.it

Associazione Annastaccatolisa

wordpress visitors

Archivio

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 182 follower

Cookie e privacy

Questo sito web è ospitato sulla piattaforma WordPress.com con sede e giurisdizione legale negli USA. La piattaforma fa uso di cookie per fini statistici e di miglioramento del servizio. I dati sono raccolti in forma anonima e aggregata da WordPress.com e io non ho accesso a dettagli specifici (IP di provenienza, o altro) dei visitatori di questo blog. È una tua libertà / scelta / compito bloccare tutti i cookie (di qualunque sito web) tramite opportuna configurazione del tuo browser. Il mio blog è soggetto alle Privacy Policy della piattaforma WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: