SE CI RIPRENDESSIMO UN PO’ DI POLITICA

Sto facendo la mia piccola campagna elettorale. Il collega di destra ieri mi ha confessato che stavolta preferisce non andare a votare e ci siamo giocati una ricca colazione di mercoledì sui risultati che comunque, secondo lui, saranno nettamente postivi per il PDL. Il fatto che un destro come lui abbia preso questa decisione mi ha reso un pochino più ottimista, almeno sull’oggetto della nostra scommessa, cioè che la distanza percentuale tra PDL e PD sia almeno di 5 punti in favore del primo, per lui. Io invece non mi sbilancio, ma qualunque sia il risultato immagino che sia di stretta misura.

Oggi ho continuato raccogliendo indizi contraddittori. C’è l’amica che si rifiuta di votare Rutelli per la terza volta (e la capisco, ci mancherebbe, però il rischio è consegnare Roma ad Alemanno), che vota convinta Nicola (Zingaretti), e che per le politiche invece non vuole votare, disgustata sia da Walter che dall’Arcobaleno. Un’altra che ormai si è convinta a turarsi il naso è però convinta che perdiamo sicuro. Il ragazzo gay che fa yoga con noi è arrabbiato per la mancata approvazione di una legge sulle unione civili, mi dice che pensa di votare i socialisti di Boselli, mentre un’altra signora borbotta che sono tutti i uguali. Il ragazzo conviene che se vince Berlusconi la possibilità di vedere riconosciuti certi diritti civili scende a zero. E conviene pure che forse Boselli e co. avrebbero aiutato di più a vincere la battaglia per la laicità entrando nel PD e mettendo all’angolo i teodem.  Io di questo ne sono convinta. Come sono convinta che è stata una gran bella mossa l’apparentamento con i radicali. Pausa di un’ora e mezzo di lezione tosta, ma decisamente energetica. Nello spogliatoio misto in mutande continuiamo a discutere, e forse un votino l’ho conquistato. Davanti a scuola di Lula, io e la mamma della sua migliore amica togliamo tutti i volantini di destra dalle macchine parcheggiate, li accartocciamo elegantemente mentre ci scambiamo informazioni sui candidati del nostro municipio e buttiamo tutta quella carta appallottolata nel cassonetto. Rincuorata dal gruppetto di classe, cerco di agganciare altri genitori che conosco meno, o di cui ignoro gli orientamenti politici. Con la mia vicina di casa è più facile (qualche volta accompagno io il figlio, che in questi giorni ha visto la macchina invasa da kit elettorali – volantini, matite, adesivi – del “fratello del Commissario Montalbano”), parliamo soprattutto del nostro fascistissimo quartiere e speriamo che il farmacista candidato presidente riesca a ribaltare i soliti pronostici. Anche con il papà di una compagna dell’asilo, rugbista e pasticcere, inizio dalla Provincia e tento l’accerchiamento. “Chi vorrei votare io non esiste più”, mi dice. Può voler dire tante cose. Accenna all’emergenza sociale, e al fatto che Veltroni invece non lo voterà mai. Escono i bambini e non ho più tempo di capire a quale identità perduta facesse riferimento.

In questi giorni di rigurgito della vecchia militanza (è la prima volta che mi succede, dopo moltissimi anni) ho immaginato che forse ciascuno di noi dovrebbe ritagliarsi uno spazio per l’impegno, a qualsiasi livello. Che il nostro agire politico non si debba esaurire col voto e con qualche manifestazione di piazza. Mettersi in gioco, spendere un po’ del proprio tempo e della propria esperienza, offrire idee e capacità, per ricostruire quel tessuto che in questi anni è stato ridotto a brandelli da una sciagurata discesa in campo e da un troppo rapido ripiegamento ideale. I fili di questo tessuto dovranno tenere insieme i bisogni più urgenti e concreti con le grandi aspirazioni ideali senza le quali non può esserci alcun progetto di futuro.

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5 Responses to “SE CI RIPRENDESSIMO UN PO’ DI POLITICA”


  1. 1 utente anonimo 10 aprile 2008 alle 19:51

    Hai perfettamente ragione: io mi sono riproposta di convincere almeno 5 persone a votare PD. Per ora sono a tre, ma non demordo. Considera che io abito in Emilia, e che nella mia cerchia di amici nessuno vota per Berlusconi. Però anche qui non mi è stato difficile individuare persone, a me abbastanza vicine, che non avevano nessuna intenzione di votare Veltroni. Credo che uno dei grandi pregi del PD sia stato proprio quello di avvicinare alla militanza politica persone che da anni non si ritrovavano più in partiti estremamente chiusi al mondo vero.
    Facciamo un ultimo sforzo. Milva

  2. 2 utente anonimo 11 aprile 2008 alle 13:17

    che carina che sei!
    :))))

    davvero, mi hai fatto sorridere (soprattutto immaginare che appallottoli i volantini avversari!!)

    da una parte invidio il tuo credere ancora in qualcosa

    ciao

    giac

  3. 3 giorgi 11 aprile 2008 alle 15:06

    Milva, dopo l’autogol di berlusconi che parla del milan e da’ del fuori di testa a capitan Totti in un comizio romano, sono un po’ più fiduciosa 😉

    Marco, forse ho troppa paura di quello che potrà succedere se non si compie ‘sto miracolo. Comunque anche oggi ne ho appallottolati un bel po’ ;-))

  4. 4 utente anonimo 12 aprile 2008 alle 12:51

    giorgia l’ho pensato anche io ieri sera quando una persona impegnata nella campagna elettorale mi ha detto che è sempre più difficile convincere le persone. Certo! non ci si puo’ ridurre all’ultimo a “convincere” le persone. le persone si convincono con i fatti, con quello che si fa quando si è al governo. che bisogna anche saper comunicare in modo efficace! quindi sono d’accordo con te che l’impegno deve essere permanente e concreto!
    ci tureremo il naso anche questa volta: ma quanto puo’ durare???baci baci
    g.

  5. 5 giorgi 13 aprile 2008 alle 18:10

    g., ne abbiamo parlato prima. Sai come la penso, è davvero l’ultima spiaggia. Ma se andrà bene sarà certamente un bene 😉


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