LA FILOSOFIA DEL RICCIO

Se un libro non mi piace non ne scrivo. Punto. Se invece mi irrita mi viene una specie di prurito fastidioso, e devo necessariamente parlarne. Avevo iniziato a sbuffare fin dalle prime pagine, durante la lettura serale prima della nanna. Stamattina poi, la scogliera era deserta, il mare tranquillo, io e Lula c’eravamo pure messe il costume. Leggevo, leggevo e sbuffavo, scuotevo la testa e borbottavo, “ma insomma! E’ ridicolo!”. “Perché lo leggi se non ti piace?” mi ha chiesto la figliola saltellando da uno scoglio a un altro. Perché? Perché?, se la mia amica e collega che me l’ha prestato mi aveva avvisata? E’ scritto bene, è il classico libro paraculo che si fa leggere, ma tutto quello sfoggio di cultura fa incazzare. E poi vorrei capire cos’è stato a farlo diventare un caso letterario in Francia, e se magari alla fine salterà fuori che la portinaia di rue de Granelle, filosofa, letterata, critica d’arte (riconosce una natura morta del pittore olandese del seicento Pieter Claesz, anche se copia, non so se mi spiego…), appassionata di cinema giapponese, esperta e raffinata musicologa, non è autodidatta come ci racconta. Salterà fuori che in realtà si finge portinaia per sfuggire a chissà quale spaventoso destino. Sui contenuti e il linguaggio del diario della dodicenne aspirante suicida ho rinunciato fin da subito a trovare una giustificazione che me la rendesse un po’ meno ridicola.  

Comunque, la giustificazione, il guizzo finale, non c’è stato. E il riccio è rimasto per me un coso carino ricoperto di aculei.

Tutt’altra storia quella della neolaureata in filosofia Marta che si ritrova a lavorare in un call center per guadagnarsi da vivere, e racconta i miti platonici alla bimbetta della giovane sbandata che le ha offerto un letto in cambio di qualche ora da baby-sitter. Un film, quest’ultimo di Virzì, che di artificioso e ridicolo invece non ha proprio niente.

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38 Responses to “LA FILOSOFIA DEL RICCIO”


  1. 1 Flounder 31 marzo 2008 alle 08:44

    del primo forse ne ho sentito parlare anche io, e benissimo. ma dalla critica, non da chi lo aveva letto.
    ma com’è il titolo preciso?

    e poi un saluto, e un abbraccio.

  2. 2 Flounder 31 marzo 2008 alle 08:44

    del primo forse ne ho sentito parlare anche io, e benissimo. ma dalla critica, non da chi lo aveva letto.
    ma com’è il titolo preciso?

    e poi un saluto, e un abbraccio.

  3. 3 Flounder 31 marzo 2008 alle 08:44

    del primo forse ne ho sentito parlare anche io, e benissimo. ma dalla critica, non da chi lo aveva letto.
    ma com’è il titolo preciso?

    e poi un saluto, e un abbraccio.

  4. 4 Flounder 31 marzo 2008 alle 08:44

    del primo forse ne ho sentito parlare anche io, e benissimo. ma dalla critica, non da chi lo aveva letto.
    ma com’è il titolo preciso?

    e poi un saluto, e un abbraccio.

  5. 5 giorgi 31 marzo 2008 alle 09:15

    Flo, si chiama L’eleganza del riccio, edizioni e/o. Ha vinto premi e suscitato entusiasmi. Come tutti i libri paraculi. 😉
    Il film di Virzì s’intitola invece Tutta la vita davanti, e lo consiglio vivamente.
    Baci

  6. 6 giorgi 31 marzo 2008 alle 09:15

    Flo, si chiama L’eleganza del riccio, edizioni e/o. Ha vinto premi e suscitato entusiasmi. Come tutti i libri paraculi. 😉
    Il film di Virzì s’intitola invece Tutta la vita davanti, e lo consiglio vivamente.
    Baci

  7. 7 giorgi 31 marzo 2008 alle 09:15

    Flo, si chiama L’eleganza del riccio, edizioni e/o. Ha vinto premi e suscitato entusiasmi. Come tutti i libri paraculi. 😉
    Il film di Virzì s’intitola invece Tutta la vita davanti, e lo consiglio vivamente.
    Baci

  8. 8 giorgi 31 marzo 2008 alle 09:15

    Flo, si chiama L’eleganza del riccio, edizioni e/o. Ha vinto premi e suscitato entusiasmi. Come tutti i libri paraculi. 😉
    Il film di Virzì s’intitola invece Tutta la vita davanti, e lo consiglio vivamente.
    Baci

  9. 9 ziacris 31 marzo 2008 alle 14:36

    Il libro a pelle non mi ha mai ispirato, sono riluttante a leggerlo, però adesso mi hai incuriosita

  10. 10 Petarda 1 aprile 2008 alle 09:10

    ci son dei libri, come ci son dei film, che mi dico: questo magari lo prendo in economica, come anche questo lo vedo quando lo passano in tv.

    sarà snobismo, non lo so, ma a me ‘sti best seller provocano la reazione contraria, li evito finché nessuno se li fila più.
    poi alle volte sono delle scoperte stupende, come franzen con “le correzioni”, e diventano autori prediletti 🙂

    p.s. su murakami, che m’incuriosisce assai, c’è una recensione di pagliaro su cabaret bisanzio:
    http://www.cabaretbisanzio.com/2008/03/26/kafka-sulla-spiaggia-il-murakami-minimo/

    ciao bella :)))

  11. 11 Petarda 1 aprile 2008 alle 09:10

    ci son dei libri, come ci son dei film, che mi dico: questo magari lo prendo in economica, come anche questo lo vedo quando lo passano in tv.

    sarà snobismo, non lo so, ma a me ‘sti best seller provocano la reazione contraria, li evito finché nessuno se li fila più.
    poi alle volte sono delle scoperte stupende, come franzen con “le correzioni”, e diventano autori prediletti 🙂

    p.s. su murakami, che m’incuriosisce assai, c’è una recensione di pagliaro su cabaret bisanzio:
    http://www.cabaretbisanzio.com/2008/03/26/kafka-sulla-spiaggia-il-murakami-minimo/

    ciao bella :)))

  12. 12 Petarda 1 aprile 2008 alle 09:10

    ci son dei libri, come ci son dei film, che mi dico: questo magari lo prendo in economica, come anche questo lo vedo quando lo passano in tv.

    sarà snobismo, non lo so, ma a me ‘sti best seller provocano la reazione contraria, li evito finché nessuno se li fila più.
    poi alle volte sono delle scoperte stupende, come franzen con “le correzioni”, e diventano autori prediletti 🙂

    p.s. su murakami, che m’incuriosisce assai, c’è una recensione di pagliaro su cabaret bisanzio:
    http://www.cabaretbisanzio.com/2008/03/26/kafka-sulla-spiaggia-il-murakami-minimo/

    ciao bella :)))

  13. 13 Petarda 1 aprile 2008 alle 09:10

    ci son dei libri, come ci son dei film, che mi dico: questo magari lo prendo in economica, come anche questo lo vedo quando lo passano in tv.

    sarà snobismo, non lo so, ma a me ‘sti best seller provocano la reazione contraria, li evito finché nessuno se li fila più.
    poi alle volte sono delle scoperte stupende, come franzen con “le correzioni”, e diventano autori prediletti 🙂

    p.s. su murakami, che m’incuriosisce assai, c’è una recensione di pagliaro su cabaret bisanzio:
    http://www.cabaretbisanzio.com/2008/03/26/kafka-sulla-spiaggia-il-murakami-minimo/

    ciao bella :)))

  14. 14 utente anonimo 1 aprile 2008 alle 09:30

    mi era stato consigliato il libro, visto il successo incredibile qui in Francia…. adesso non lo compro piu. Ha mai letto “Belle du seigneur” di Albert Cohen? Questo le piacera’ sicuramente…

  15. 15 giorgi 1 aprile 2008 alle 13:08

    Zia Cris, pensavo di averne scoraggiato la lettura… Ma no, è sempre giusto farsi la propria opinione 😉
    Petarda, eh, ma con “Le correzioni” siamo su un altro pianeta. Hai ragione, quella era stata una scoperta stupenda. Grazie per la segnalazja su Murakami, vado a vedere.
    Anonimo/a che vive in Francia, grazie del cortesissimo “lei”, qui in genere ci si da del tu, tranne in casi particolari… “Bella del signore” di Cohen lo lessi molti anni fa, e mi piacque moltissimo.

  16. 16 giorgi 1 aprile 2008 alle 13:08

    Zia Cris, pensavo di averne scoraggiato la lettura… Ma no, è sempre giusto farsi la propria opinione 😉
    Petarda, eh, ma con “Le correzioni” siamo su un altro pianeta. Hai ragione, quella era stata una scoperta stupenda. Grazie per la segnalazja su Murakami, vado a vedere.
    Anonimo/a che vive in Francia, grazie del cortesissimo “lei”, qui in genere ci si da del tu, tranne in casi particolari… “Bella del signore” di Cohen lo lessi molti anni fa, e mi piacque moltissimo.

  17. 17 giorgi 1 aprile 2008 alle 13:08

    Zia Cris, pensavo di averne scoraggiato la lettura… Ma no, è sempre giusto farsi la propria opinione 😉
    Petarda, eh, ma con “Le correzioni” siamo su un altro pianeta. Hai ragione, quella era stata una scoperta stupenda. Grazie per la segnalazja su Murakami, vado a vedere.
    Anonimo/a che vive in Francia, grazie del cortesissimo “lei”, qui in genere ci si da del tu, tranne in casi particolari… “Bella del signore” di Cohen lo lessi molti anni fa, e mi piacque moltissimo.

  18. 18 giorgi 1 aprile 2008 alle 13:08

    Zia Cris, pensavo di averne scoraggiato la lettura… Ma no, è sempre giusto farsi la propria opinione 😉
    Petarda, eh, ma con “Le correzioni” siamo su un altro pianeta. Hai ragione, quella era stata una scoperta stupenda. Grazie per la segnalazja su Murakami, vado a vedere.
    Anonimo/a che vive in Francia, grazie del cortesissimo “lei”, qui in genere ci si da del tu, tranne in casi particolari… “Bella del signore” di Cohen lo lessi molti anni fa, e mi piacque moltissimo.

  19. 19 camden 1 aprile 2008 alle 15:02

    Cara Giorgia, non ci crederai ma anche io ho iniziato a leggere L’ELEGANZA DEL RICCIO sabato, e mi sto rendendo conto che non mi sembra tutto questo caso letterario che ne hanno fatto, in fondo è più un mostrare lai cultura dell’autrice che (guardacaso) insegna filosofia (cosa che diventa evidente dopo poche pagine) e per me risulta piuttosto noioso e privo di punti davvero interessanti.
    (Mi stavo chiedendo se ero la sola a pensarla così, ma poi sono arrivata qui..e SORPRESA!!)

  20. 20 camden 1 aprile 2008 alle 15:02

    Cara Giorgia, non ci crederai ma anche io ho iniziato a leggere L’ELEGANZA DEL RICCIO sabato, e mi sto rendendo conto che non mi sembra tutto questo caso letterario che ne hanno fatto, in fondo è più un mostrare lai cultura dell’autrice che (guardacaso) insegna filosofia (cosa che diventa evidente dopo poche pagine) e per me risulta piuttosto noioso e privo di punti davvero interessanti.
    (Mi stavo chiedendo se ero la sola a pensarla così, ma poi sono arrivata qui..e SORPRESA!!)

  21. 21 camden 1 aprile 2008 alle 15:02

    Cara Giorgia, non ci crederai ma anche io ho iniziato a leggere L’ELEGANZA DEL RICCIO sabato, e mi sto rendendo conto che non mi sembra tutto questo caso letterario che ne hanno fatto, in fondo è più un mostrare lai cultura dell’autrice che (guardacaso) insegna filosofia (cosa che diventa evidente dopo poche pagine) e per me risulta piuttosto noioso e privo di punti davvero interessanti.
    (Mi stavo chiedendo se ero la sola a pensarla così, ma poi sono arrivata qui..e SORPRESA!!)

  22. 22 camden 1 aprile 2008 alle 15:02

    Cara Giorgia, non ci crederai ma anche io ho iniziato a leggere L’ELEGANZA DEL RICCIO sabato, e mi sto rendendo conto che non mi sembra tutto questo caso letterario che ne hanno fatto, in fondo è più un mostrare lai cultura dell’autrice che (guardacaso) insegna filosofia (cosa che diventa evidente dopo poche pagine) e per me risulta piuttosto noioso e privo di punti davvero interessanti.
    (Mi stavo chiedendo se ero la sola a pensarla così, ma poi sono arrivata qui..e SORPRESA!!)

  23. 23 Delon 1 aprile 2008 alle 16:00

    Se un libro non mi piace non lo leggo. E’ accaduto così con l’Ulysses di Joice, con la Recherche, con L’uomo senza qualità di Musil.
    E non mi sento sacrilego. Mi piace la gente che sa palare e scrivere con chiarezza, facendo sognare chi legge e ascolta…
    .-)

  24. 24 Delon 1 aprile 2008 alle 16:00

    Se un libro non mi piace non lo leggo. E’ accaduto così con l’Ulysses di Joice, con la Recherche, con L’uomo senza qualità di Musil.
    E non mi sento sacrilego. Mi piace la gente che sa palare e scrivere con chiarezza, facendo sognare chi legge e ascolta…
    .-)

  25. 25 Delon 1 aprile 2008 alle 16:00

    Se un libro non mi piace non lo leggo. E’ accaduto così con l’Ulysses di Joice, con la Recherche, con L’uomo senza qualità di Musil.
    E non mi sento sacrilego. Mi piace la gente che sa palare e scrivere con chiarezza, facendo sognare chi legge e ascolta…
    .-)

  26. 26 Delon 1 aprile 2008 alle 16:00

    Se un libro non mi piace non lo leggo. E’ accaduto così con l’Ulysses di Joice, con la Recherche, con L’uomo senza qualità di Musil.
    E non mi sento sacrilego. Mi piace la gente che sa palare e scrivere con chiarezza, facendo sognare chi legge e ascolta…
    .-)

  27. 27 juliaset 1 aprile 2008 alle 16:01

    Ehm, a me invece è piaciuto…A parte in un punto, in cui perde molta credibilità, e anche il finale non mi ha fatto impazzire. Mi era piaciuto veramente molto mentre lo leggevo, ma adesso, se ci ripenso, mi dice un pochino meno, non so perchè. De gustibus…C’è da dire che la mia media di libri è un po’ più bassa, ultimamente: con l’ultimo di Volo credo di aver toccato il fondo. Ora ho “La solitudine dei numeri primi” tra le mani, ma se devo essere sincera sono a pagina 70 e ho l’impressione di sprecare il mio tempo a leggerlo. Adesso prendo nota dei vostri consigli. Ciao a tutte/i!

  28. 28 giorgi 1 aprile 2008 alle 18:12

    Rosi, lo vedi quante cose abbiamo in comune? ;-))
    Delon, anch’io ho interrotto l’Ulysses (l’avevo iniziato durante un mitico viaggio in camper Roma-Marocco, passando per la Spagna…), ma su Proust ci ho fatto la tesina per l’esame di maturità, ed è stata una delle letture fondamentali della mia vita. E anche “L’uomo senza qualità” di Musil l’ho letto, ma con fatica, a dir la verità. Stiamo parlando di giganti della letteratura e, con tutto il rispetto, Mauriel Barbery non può certamente competere con loro ;-))Julia, anche una mia amica (nonché mia insegnante di yoga) che mentre lo leggeva me ne parlava entusiasta, ieri mi ha confessato che a ripensarci lo ha molto ridimensionato. Un bicchiere d’acqua si beve tutto d’un fiato, però dopo non è che ci stai a pensare come se avessi bevuto chissà che vino da intenditore, no?
    Dai, prova Murakami

  29. 29 giorgi 1 aprile 2008 alle 18:12

    Rosi, lo vedi quante cose abbiamo in comune? ;-))
    Delon, anch’io ho interrotto l’Ulysses (l’avevo iniziato durante un mitico viaggio in camper Roma-Marocco, passando per la Spagna…), ma su Proust ci ho fatto la tesina per l’esame di maturità, ed è stata una delle letture fondamentali della mia vita. E anche “L’uomo senza qualità” di Musil l’ho letto, ma con fatica, a dir la verità. Stiamo parlando di giganti della letteratura e, con tutto il rispetto, Mauriel Barbery non può certamente competere con loro ;-))Julia, anche una mia amica (nonché mia insegnante di yoga) che mentre lo leggeva me ne parlava entusiasta, ieri mi ha confessato che a ripensarci lo ha molto ridimensionato. Un bicchiere d’acqua si beve tutto d’un fiato, però dopo non è che ci stai a pensare come se avessi bevuto chissà che vino da intenditore, no?
    Dai, prova Murakami

  30. 30 giorgi 1 aprile 2008 alle 18:12

    Rosi, lo vedi quante cose abbiamo in comune? ;-))
    Delon, anch’io ho interrotto l’Ulysses (l’avevo iniziato durante un mitico viaggio in camper Roma-Marocco, passando per la Spagna…), ma su Proust ci ho fatto la tesina per l’esame di maturità, ed è stata una delle letture fondamentali della mia vita. E anche “L’uomo senza qualità” di Musil l’ho letto, ma con fatica, a dir la verità. Stiamo parlando di giganti della letteratura e, con tutto il rispetto, Mauriel Barbery non può certamente competere con loro ;-))Julia, anche una mia amica (nonché mia insegnante di yoga) che mentre lo leggeva me ne parlava entusiasta, ieri mi ha confessato che a ripensarci lo ha molto ridimensionato. Un bicchiere d’acqua si beve tutto d’un fiato, però dopo non è che ci stai a pensare come se avessi bevuto chissà che vino da intenditore, no?
    Dai, prova Murakami

  31. 31 giorgi 1 aprile 2008 alle 18:12

    Rosi, lo vedi quante cose abbiamo in comune? ;-))
    Delon, anch’io ho interrotto l’Ulysses (l’avevo iniziato durante un mitico viaggio in camper Roma-Marocco, passando per la Spagna…), ma su Proust ci ho fatto la tesina per l’esame di maturità, ed è stata una delle letture fondamentali della mia vita. E anche “L’uomo senza qualità” di Musil l’ho letto, ma con fatica, a dir la verità. Stiamo parlando di giganti della letteratura e, con tutto il rispetto, Mauriel Barbery non può certamente competere con loro ;-))Julia, anche una mia amica (nonché mia insegnante di yoga) che mentre lo leggeva me ne parlava entusiasta, ieri mi ha confessato che a ripensarci lo ha molto ridimensionato. Un bicchiere d’acqua si beve tutto d’un fiato, però dopo non è che ci stai a pensare come se avessi bevuto chissà che vino da intenditore, no?
    Dai, prova Murakami

  32. 32 cestodiciliegie 2 aprile 2008 alle 17:29

    Bene. Lo avevo comprato e quasi iniziato. Ora preferisco passare ad altro. Grazie invece per il consiglio sul film. Ciao!

  33. 33 juliaset 3 aprile 2008 alle 15:35

    Proverò Murakami, appena avrò finito la pizza che sto leggendo… mi hai fatto ricordare l’ultimo libro che mi ha irritato veramente, “Undici minuti” di P.Coelho, che mi era stato tra l’altro prestato da una lettrice entusiasta. Dicevo, de gustibus…:-))

  34. 34 riccionascosto 10 aprile 2008 alle 06:46

    Ecco, vedi?
    A me, più continuano a dire che “devo” leggerlo (proprio tu, non puoi non farlo), più sale il rifiuto… 😉

    E hai ragione anche per “Tutta la vita davanti”.

  35. 35 riccionascosto 10 aprile 2008 alle 06:46

    Ecco, vedi?
    A me, più continuano a dire che “devo” leggerlo (proprio tu, non puoi non farlo), più sale il rifiuto… 😉

    E hai ragione anche per “Tutta la vita davanti”.

  36. 36 riccionascosto 10 aprile 2008 alle 06:46

    Ecco, vedi?
    A me, più continuano a dire che “devo” leggerlo (proprio tu, non puoi non farlo), più sale il rifiuto… 😉

    E hai ragione anche per “Tutta la vita davanti”.

  37. 37 riccionascosto 10 aprile 2008 alle 06:46

    Ecco, vedi?
    A me, più continuano a dire che “devo” leggerlo (proprio tu, non puoi non farlo), più sale il rifiuto… 😉

    E hai ragione anche per “Tutta la vita davanti”.

  38. 38 giorgi 10 aprile 2008 alle 08:37

    Sabrina, ti confermo che proprio tu, riccionascosto, non credo che ti entusiasmerai a leggere questo libro…


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