CHE SARA’?

Sarà che ho visto Into the wild di Sean Penn. Sarà che ho sentito suonare Pollini. Sarà che sto ancora leggendo L’uccello che girava le viti del mondo di Murakami Haruki. [E queste sono belle cose.]

Sarà che l’inverno lo sento come tempo cristallizzato che pesa sulle aspirazioni e i progetti per il futuro. Sarà che tra una settimana devo andare a farmi “visitare” dai medici legali dell’ASL per sapere se e quanto mi considerano invalida. (E io, per ragioni che credo di aver già abbondantemente spiegato non è che mi senta invalida ma credo di aver diritto a quel piccolo privilegio che è avere un orario di lavoro ridotto. Anche se avere guai con la salute è diventato così frequente, che quasi mi sembra una condizione normale. Prima mi fa attorcigliare le budella dal dolore arrabbiato, poi mi dico ma sì, siamo in tanti a dover prenderci cura della nostra vita.) Sarà che stanno (stanno, perché io di certo non sono responsabile di questo disastro) riconsegnando il paese a Berlusconi e compagnia, servito in un piatto d’argento, condito con un bel tesoretto. Sarà che non smetto di ripensare a certe scelte sbagliate del passato, e a immaginarmi con qualche soddisfazione in più se solo avessi dato ascolto alle passioni e ai desideri che non smettono mai di animarci.

Sarà che… bla bla bla. Vorrei essere capace di una mossa ardita per riagguantare quello che credevo di aver perso per sempre e per dare una direzione nuova a tutto ciò che altrimenti andrebbe dritto in malora.

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13 Responses to “CHE SARA’?”


  1. 1 utente anonimo 1 febbraio 2008 alle 08:50

    Ne L’uccello che girava le viti del mondo ci sono dei pezzi memorabili.
    L’incipit, intanto. Lui che si prepara gli spaghetti alle 10 e mezza di mattina, ascoltando un pezzo di classica e il telefono che squilla. Poi il pozzo e il racconto sulla Mongolia.
    A me è piaciuto tantissimo.

  2. 2 giorgi 1 febbraio 2008 alle 15:47

    Sì, è bellissimo. Ti ricordi che siete stati tu ed Emme a farmelo conscere Murakami Haruki? Poi voglio leggere anche “La ragazza dello Sputnik” e “Dance dance dance”.

  3. 3 camden 1 febbraio 2008 alle 19:43

    Ecco, in effetti VISITARE è proprio una parola grossa…
    In bocca al lupo!

  4. 4 ziacris 2 febbraio 2008 alle 10:02

    Sarà che tutte queste “visite” ci ricordano sempre la nostra situazione….

  5. 5 giorgi 2 febbraio 2008 alle 15:55

    Camden: parola grossissima 😉
    Zia Cris: …devono certificare il nostro “status” e stabilire se abbiamo o no diritto a qualche misero beneficio. E c’è da lottare anche per quello.

  6. 6 utente anonimo 2 febbraio 2008 alle 18:44

    “bellissimo” articolo oggi su repubblica bologna sul girone infernale di chi ha bisogno di farsi certificare l’invalidità…auguri

  7. 7 giorgi 3 febbraio 2008 alle 11:46

    Anonimo/a, grazie. Tanto per restare nelle ansie stanotte mi sono sognata che mi perdevo i due certificati che presenterò mercoledì…

  8. 8 melpunk66 3 febbraio 2008 alle 15:08

    devo vedere quel film, mi attrae troppo e anche il libro

  9. 9 ziacris 3 febbraio 2008 alle 15:28

    diventa il discorso del papà della mia amica M. colpito da ictus, con il diabetee senza una gamba…rivedibile fra un anno..sperano forse che in un anno ricresca la gamba? Parole sue in un momento di lucidità

  10. 10 giorgi 3 febbraio 2008 alle 19:48

    Sì Mel, merita!
    Zia Cris, eh, roba da matti!

  11. 11 juliaset 3 febbraio 2008 alle 20:48

    Bisogna avere tanta, ma tanta pazienza…

  12. 12 pastamista 3 febbraio 2008 alle 21:38

    Il libro di Murakami è di quelli che ti prendono e non ne esci più, e ci stai dentro benissimo. Vuol dire, senza tanti giri di parole, stupendo, inmancabile. Ma voglio vedere come ne esci da Dance dance dance… che non è il mio preferito di Haruki: lo sono tutti, miei preferiti. Un abbraccio 🙂

  13. 13 giorgi 4 febbraio 2008 alle 10:28

    sì, julia, tanta pazienza.
    Pastamista: infatti la sera faccio le ore piccole perché non riesco a smettere di leggere. Abbraccio a te!


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