Donne di rete

Oggi sarei dovuta andare con la dottoressa Capsicum al Congresso della Società Italiana di Cure Palliative a parlare dei nostri blog, il suo di medico e il mio di paziente. Però c’era qualcosa che mi frenava, sette minuti, sette, (quindi la parte mia sarebbe stata circa tre…) all’interno di un Congresso dove si sarebbe parlato anche di arte, espressione, cinema, ma sempre in relazione alla "terminalità", alla morte, cose amene, insomma. Quindi ho deciso di non andare, la valente Capsicum ha raccontato anche di me, ma a quanto pare il fatto che un paziente abbia un blog viene interpretato solo come pericolosissimo tentativo di cercare informazioni "non controllate" sulla propria malattia. Meno male che non ci sono andata, altrimenti mi sarei arrabbiata molto, oltre a deprimermi in un ambiente così (importantissimo, per carità, ma lo lascio volentieri agli addetti ai lavori e a chi è costretto per tristi circostanze a interessarsene.)

E proprio oggi ho trascorso una piacevole ora a pranzo con la regina delle bloggheresse, Flounder, a Roma per un corso e relegata in un albergo a due passi dal mio lavoro. Così finalmente ci siamo ri-conosciute. Perché è sempre un riconoscimento, quello che avviene in questi casi. Un bel riconoscimento.

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6 Responses to “Donne di rete”


  1. 1 cybbolo 15 novembre 2007 alle 12:35

    un salutone alla Bruna.
    circa la morte: amo dire che anche essa, come il tempo, è uno stato d’animo, e aggiungo che probabilmente (lo dico per farci coraggio) non è nemmeno quello definitivo…
    firmato: il bisnonno di cybbolo attualmente amanita phalloides presa a calci di striscio da cercatori di funghi miopi.
    dio, come sto male…

  2. 2 zop 15 novembre 2007 alle 16:35

    quella piccola maniaca!!! 🙂 ci sarei venuto anche io a farvi un salutino se oltre all’a-temporalità esistesse l’a-spazialità!

  3. 3 giorgi 15 novembre 2007 alle 19:05

    Cybbolo: mi piace questa scherzosa definizione della morte. Però la “cura della morte”, chiamiamola così, come sa bene chi ha, o ha avuto, un malato terminale in casa, è un problema maledettamente serio.
    Zop: il problema puoi superarlo se per Più libri più liberi scendi qui. E’ ora che anche noi ci si conosca de visu, no?

  4. 4 Flounder 17 novembre 2007 alle 19:48

    l’onore è tutto mio.
    [regina mi pare un poco troppo. damigella forse va meglio :-)]

  5. 5 giorgi 17 novembre 2007 alle 20:14

    Reginella?
    Insomma, solo il fatto che hai inventato il femminile di blogger mi pare cosa assai regale ;-))

  6. 6 ziacris 29 novembre 2007 alle 15:05

    andare con Capsicum non sarebbe stato traumatizzante, anzi…


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