Scelte difficili

Qualche giorno al tg hanno raccontato questa storia che mi ha fatto rabbrividire. Una giovane donna negli Stati Uniti si è sottoposta a mastectomia totale e ricostruzione (asportazione totale del seno e ricostruzione con protesi) dopo aver fatto i test genetici relativi al rischio di ammalarsi di tumore al seno. Aveva una familiarità materna, il test è risultato positivo, e lei, ricordandosi l’orribile periodo di cure di sua madre (per fortuna ancora viva e vegeta dopo tanti anni), ha preferito eliminare il problema in modo drastico.

Mi chiedo spesso se un giorno questo genere di esame Lula dovrebbe farlo, vista la doppia familiarità (madre e nonna). Io e Sten ne abbiamo parlato anche col dottor Zeta, che ha espresso con la consueta franchezza le sue perplessità su questo genere di accertamenti. “E una volta che lo sai?” Già, una volta che lo so, che faccio? Anzi, che farebbe lei? Molti controlli, magari con un deciso anticipo sui tempi normali. Veronesi, per esempio, consiglia una risonanza magnetica all’anno alle donne che risultano positive al test genetico, e critica la tendenza statunitense di mastectomizzare le giovani donne con il gene BRCA1/BRCA2 mutato, donne come quella del servizio al telegiornale. E poi c’è anche la possibilità, perché io resto un’inguaribile ottimista, che arrivi il farmaco giusto, quello che magari andrà a riparare il gene difettoso.

 

In questo post però volevo segnalare il blog di Barbara Garlaschelli, che ha denunciato una delle tante, troppe situazioni che vive chi, come lei, deve muoversi con una sedia a rotelle e anche pagare la spesa alla cassa di un supermercato diventa una battaglia estenuante. E’ qui:  Piccola storia semplice

 

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19 Responses to “Scelte difficili”


  1. 1 manginobrioches 18 settembre 2007 alle 21:24

    Giorgi cara, mi spiace, a volte, che si viva come condanna la familiarità, il condividere geni, che, per giunta, non sono tutto ma solo una parte, e non si sa mai cosa potrà accadere, quali riparazioni si potranno trovare, fuori e dentro di noi.
    Io ho doppia familiarità, ma non me ne curo. Ho familiarità con molte altre cose, che mi tengono viva.
    un abbraccio

  2. 2 manginobrioches 18 settembre 2007 alle 21:24

    Giorgi cara, mi spiace, a volte, che si viva come condanna la familiarità, il condividere geni, che, per giunta, non sono tutto ma solo una parte, e non si sa mai cosa potrà accadere, quali riparazioni si potranno trovare, fuori e dentro di noi.
    Io ho doppia familiarità, ma non me ne curo. Ho familiarità con molte altre cose, che mi tengono viva.
    un abbraccio

  3. 3 giorgi 18 settembre 2007 alle 21:45

    Anna cara, volevo lasciarti un commento sul tuo bellissimo post, poco fa, ma le parole non mi venivano. Invece leggo qui le tue, che piacere! Hai ragione, il nostro patrimonio genetico è fatto di cose buone e meno buone, e non è tutto ciò che siamo e che ci accade. Però dovresti curarti della tua doppia familiarità, come spero farà Lula quando arriverà il momento, a prescindere dai test genetici. Non per sentirsi condannate, al contrario per non farsi fregare proprio da quel gene mutato. E’ inevitabile che io viva con questo pensiero, ma come ho detto non smetto di essere ottimista sulle cure e le riparazioni. Quelle del corpo, ma ancor più dell’anima. Un abbraccio forte a te

  4. 4 manginobrioches 19 settembre 2007 alle 12:55

    Cara Giorgi, a volte penso che dimentichiamo il potere della riparazione, che passa anche per le parole, le speranze.
    E comunque io non me ne curo nel senso che sto attenta ma non ricorrerei mai a cose estreme come quelle che ho letto in giro. Mi controllo regolarmente, e credo fortemente ai controlli periodici in ogni caso, familiarità o no. Ma senza psicosi. Pensando a quanto possiamo riparare, e ripararci, sotto le parole, i pensieri, i gesti. Credendo alle “riparazioni”.
    un abbraccio

  5. 5 manginobrioches 19 settembre 2007 alle 12:55

    Cara Giorgi, a volte penso che dimentichiamo il potere della riparazione, che passa anche per le parole, le speranze.
    E comunque io non me ne curo nel senso che sto attenta ma non ricorrerei mai a cose estreme come quelle che ho letto in giro. Mi controllo regolarmente, e credo fortemente ai controlli periodici in ogni caso, familiarità o no. Ma senza psicosi. Pensando a quanto possiamo riparare, e ripararci, sotto le parole, i pensieri, i gesti. Credendo alle “riparazioni”.
    un abbraccio

  6. 6 giorgi 19 settembre 2007 alle 14:01

    Allora sì, anch’io credo fortemente ai controlli periodici, e alle riparazioni. Di oggi sono nuove scoperte relative al potere riparativo delle cellule staminali embrionali, per esempio.

  7. 7 camden 19 settembre 2007 alle 15:16

    Certo è una cosa che fa pensare. Mia madre ha avuto il tumore al seno, io allo stomaco e mia sorella, che sta bene, vive nell’ansia…
    Non so se la possibilità di agire in anticipo sia sempre l’unica cosa da considerare..io punterei anche sull’ottimismo e sulla speranza come fai tu, cara Giorgia…

  8. 8 camden 19 settembre 2007 alle 15:16

    Certo è una cosa che fa pensare. Mia madre ha avuto il tumore al seno, io allo stomaco e mia sorella, che sta bene, vive nell’ansia…
    Non so se la possibilità di agire in anticipo sia sempre l’unica cosa da considerare..io punterei anche sull’ottimismo e sulla speranza come fai tu, cara Giorgia…

  9. 9 giorgi 19 settembre 2007 alle 18:47

    Mi dispiace che tua sorella viva nell’ansia. Questo davvero non aiuta, però la capisco. Tanto. Convivere con i controlli è dura, lo sappiamo bene no?

  10. 10 PlacidaSignora 20 settembre 2007 alle 19:54

    Sono esattamente nelle condizioni di Lula (nonna materna e mamma), ma non ci penso proprio a far quel genere di esami né tantomeno operazionni preventive (inutili, queste, nonché dannose-pericolose per altri motivi fisici). Da 12 anni faccio annualmente mammo e eco, visita dal senologo e ginecologo. E la penso come Anna-Brioches. :-*

  11. 11 giorgi 20 settembre 2007 alle 21:27

    Placida, penso che tu faccia benissimo così. Spero sia chiaro che l’operazione “preventiva” io la considero una vera follia. Dovevate vedere la mia faccia mentre guardavo il servizio, con la donna sorridente e il seno fasciato sul letto di ospedale, il marito che le teneva la mano…

  12. 12 utente anonimo 22 settembre 2007 alle 18:27

    Hai letto “Ho il cancro e non ho l’abito adatto” di Cristina Piga? Crosetti su Repubblica ha scritto qualcosa tipo: compratelo e basta. Poi mi saprete dire.
    A me le segnalazioni che non spiegano m’incuriosiscono sempre;-)
    alessandra

  13. 13 utente anonimo 22 settembre 2007 alle 18:27

    Hai letto “Ho il cancro e non ho l’abito adatto” di Cristina Piga? Crosetti su Repubblica ha scritto qualcosa tipo: compratelo e basta. Poi mi saprete dire.
    A me le segnalazioni che non spiegano m’incuriosiscono sempre;-)
    alessandra

  14. 14 giorgi 23 settembre 2007 alle 10:00

    Su quale repubblica? No, non l’ho letto ma ne ho sentito parlare. A Camden, bloggheressa battagliera come me non è piaciuto. Comunque avevo in programma di leggerlo, ormai mi sto facendo una cultura sul genere…

  15. 15 camden 24 settembre 2007 alle 14:30

    A proposito, credo di aver “creato un mostro”, infatti negli ultimi mesi ho ricevuto sul blog oltre 150-200 visite di persone che cercavano il libro di Cristina Piga e hanno letto la mia recensione negativa e sono pure stata citata in un commento sul blog di Crosetti di Repubblica, (che dire, tra un po’ mi aspetto che mi suonino a casa gli emissari di Mursia pronti a “chiedermi il conto”!! 😉
    Tuttavia, Giorgi, aspetto anche io un tuo commento in proposito quando lo leggerai…

  16. 16 camden 24 settembre 2007 alle 14:30

    A proposito, credo di aver “creato un mostro”, infatti negli ultimi mesi ho ricevuto sul blog oltre 150-200 visite di persone che cercavano il libro di Cristina Piga e hanno letto la mia recensione negativa e sono pure stata citata in un commento sul blog di Crosetti di Repubblica, (che dire, tra un po’ mi aspetto che mi suonino a casa gli emissari di Mursia pronti a “chiedermi il conto”!! 😉
    Tuttavia, Giorgi, aspetto anche io un tuo commento in proposito quando lo leggerai…

  17. 17 giorgi 25 settembre 2007 alle 08:09

    Lo leggerò, lo leggerò… E non ti preoccupare, mi pare che ci dovrebbe essere ancora libertà di pensiero e di espressione. Giusto?


  1. 1 La scelta di Angelina. Perché non la condivido | Il mio karma Trackback su 14 maggio 2013 alle 23:07

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