La torre saracena

torre saracena

Allora, questa è la torre come si vede dal mare. Quando ero bambina e ci passavo sotto, in barca con i miei, mi sembrava di scorgere tra le merlature una sagoma bianca, come se ci fosse qualcuno affacciato da lassù. "Certo", mi dicevano seri mamma, papà e sorella "quello è il saraceno ancora di guardia." Io ci credevo, eccome se ci credevo, perchè ero (e forse sono) un po’ farlocchetta.

Così, quando GiorgioFlavio ha lanciato il concorso, la prima credenza dell’infanzia che mi è venuta in mente è stata proprio questa. E subito dopo, per quelle strane coincidenze della vita, ho avuto l’opportunità di andare sul posto a verificare se per caso il saraceno non ci fosse stato davvero, e ancora…

No, il saraceno non c’era, però quando ho attraversato il sentiero al tramonto con Sten, Lula e le sue amiche, per andare alla festa del poveretto che ha festeggiato i suoi 40 in un posto simile, un po’ mi sono emozionata. E non ho potuto evitare di fare subito una foto a quello che si vedeva dall’alto della torre (anzi, dalla base della torre):

Vista dalla torre al tramonto

Con la musica che c’era, e i balli sfrenati di Lula, eletta animatrice della festa, anche l’ultimo sarracino sarebbe scappato a gambe levate.

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4 Responses to “La torre saracena”


  1. 1 mrka 23 luglio 2007 alle 19:31

    che bella storia. mi hai fatto venire in mente l’armadietto invisibile che sorge in cima alla collina del giardino della mia scuola. quando i bambini chiedono giocattoli che non ci sono più ( perchè sono stati rotti da loro) io rispondo sempre così. sono nell’armadio in cima alla collina, ma come, non lo vedi?. loro mi guardano sempre spaesati e divertiti, anche perchè poi iniziano a descriverlo. sì, sì. lo vedo! è tutto colorato! 🙂

  2. 2 giorgi 24 luglio 2007 alle 11:08

    Anche la tua storia è bella. Ma che maestra (o si dice educatrice?) fantastica devi essere!

  3. 3 Effe 24 luglio 2007 alle 11:48

    non esistono le cose che si vedono, ma quelle che si possono immaginare

  4. 4 giorgi 24 luglio 2007 alle 14:20

    Effe, e spesso il ricordo di ciò che abbiamo solo immaginato è più vivido delle cose viste


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