COSE

Non so bene come spiegare la goduria. Avevo dimenticato di mettere la sveglia, Sten alle sette e mezzo mi ha fatto saltare fuori dal letto. Avevo un mal di gola feroce, forse i postumi dell’umidità tiberina di sabato, gli occhi abbottati dalla stanchezza, ma avevo deciso di andare lo stesso al lavoro, e prima ancora di accompagnare Lula a scuola. Lei però mi ha guardata dopo l’ennesimo starnuto e mi ha intimato di restare a casa. “Mamma, hai gli occhi lucidi, mi sa che hai la febbre.”

Ora sono in giardino, c’è il sole, non ho la febbre e la gola dopo aver ingurgitato un po’ d’intrugli è quasi a posto. Sono in giardino, vorrei sottolinearlo… Con il mio nuovo portatile nuovo sul nuovo tavolo di legno d’eucalipto con tanto di sedie.  Che meraviglia!

Mi piacerebbe che questa non fosse un’eccezione, il compenso per un’influenzetta.  Dalla stanza del mio ufficio non si vede il cielo, non entra la luce naturale se non per poco tempo all’ora di pranzo. Si capisce che m’intristisce non poco stare lì?

Lula non ha più i noduli alle corde vocali, la logopedia foniatrica (e forse anche la terapia omeopatica a base di Causticum) ha funzionato, anche se ancora non si chiudono bene e il professore scherzando le ha detto “spero che non vorrai fare la cantante!”. No, no, per ora aspira a fare la ballerina (di danza contemporanea, dopo aver visto la David Parson company. A luglio poi andiamo a Venezia a vedere l’ultimo lavoro di Pina Bausch, dove tra le danzatrici c’è una mia cara amica d’infanzia che potrebbe contribuire a rafforzare quest’ispirazione.)

Mentre andavamo alla terapia, ieri, Lula mi ha ripetuto quel po’ di storia greca che la sua maestra ha iniziato a farle studiare in barba ai programmi morattiani. E’ stata fantastica nel descrivere a parole sue i limiti della democrazia diretta di tipo assembleare: “tutti parlano insieme e non si capisce niente…” Meglio la rappresentanza, quindi. Però dopo aver scoperto che donne, schiavi e stranieri non avevano diritti, si è scandalizzata moltissimo. Come ha storto il naso leggendo del bellicismo spartano, e della rigida educazione militare imposta ai bambini.

Io però continuo a commuovermi, quando penso a quello che succedeva ad Atene nel V secolo a.C.

 

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11 Responses to “COSE”


  1. 1 licenziamentodelpoeta 9 maggio 2007 alle 10:39

    A me quel tipo di democrazia radicale che c’era ad Atene piace molto, perché responsabilizza il cittadino per forza di cose. Nessuno può dire di non essere responsabile della condotta della polis: se tu volevi dissociarti, perché non sei andato all’Assemblea e non hai parlato?

    (Mi piace anche il fatto che leaders politici, giudici e comandanti militari, al termine del loro mandato, dovessero affrontare un processo per stablire se avevano operato conformemente al bene della polis oppure no: e tale processo poteva concludersi anche con una condanna all’esilio o alla morte, se avevano fatto disastri e/o si erano resi invisi al popolo)

  2. 2 licenziamentodelpoeta 9 maggio 2007 alle 10:41

    (ah, a proposito: d’accordo il bellicismo spartano, ma anche quello ateniese non era roba da poco)

  3. 3 giorgi 9 maggio 2007 alle 10:54

    Sì, senza schiavitù e con la partecipazione delle donne sarebbe stato un sistema perfetto…

  4. 4 licenziamentodelpoeta 9 maggio 2007 alle 11:55

    Vabbè, devi pure inquadrarlo nel contesto storico…

  5. 5 giorgi 9 maggio 2007 alle 14:03

    Guarda, m’è venuta talmente tanta voglia di rituffarmi in quel mondo e in quel periodo che ho deciso di aprire finalmente l’enciclopedia einaudiana “I greci” che fa bella mostra di sé con bellissime copertine viola nella libreria dell’ingresso. Già ho fotocopiato qualche cartina dei volumi dell’atlante e le ho date a Lula da portare a scuola.

  6. 6 utente anonimo 9 maggio 2007 alle 20:31

    Non per ragionamento politico e nemmeno poiché marxista postremo
    ma per intima convinzione mi auguro una società v_e_r_a_m_e_n_t_e d_e_m_o_c_r_a_t_i_c_a:
    occorre però la riforma della coscienza, la quale consiste solo nel far conoscere al mondo la sua coscienza, nel ridestarlo dai sogni su sé stesso giacché la democrazia è presente ove il potere è detenuto dalle classi non possidenti.

    Occorre poi considerare i tempi correnti, in cui il popolo si esprime ma chi conta sono i ceti possidenti che, attraverso lo strumento mediatico, dirigono una “folla molecorizzata e omogeneizzata” (Canfora) verso una felicità merceologica, e nei quali tornano fascistiche mai sopite movenze:
    e, al pari del conformismo, il fascismo si ripercuote, come dicono i medici di talune malattie; vecchio di secoli, esso si traveste, non si elimina: e la lue del fascismo e del conformismo è di quei morbi che sempre lasciano qualcosa nel sangue. E il fascista e il conformista occorre oltremodo disprezzare: vuole esser un galantuomo, ma muore dalla voglia di belare la sua nota in accordo con tutto il gregge…

    Marco I.

    [P.S.: complimenti alla maestra di Lula: occorre combattere il generale ottundimento della capacità critica; e non è mai troppo presto per farlo, e per formare cittadini civili, pienamente consapevoli e capaci di ragionare concretamente]

  7. 7 arabella 9 maggio 2007 alle 23:01

    Se oltre all’antica Grecia ti piacciono i gialli, leggi i romanzi dell’eruditissima canadese Margaret Doody: il detective è Aristotele (lui, lo Stagirita, il mio filosofo preferito), l’ambientazione (l’Atene del IV secolo ovviamente, non V) perfetta, l’assassino non è mai il maggiordomo. Baci

  8. 8 giorgi 10 maggio 2007 alle 08:18

    Marco I.: e i complimenti ai genitori che la stanno educando politicamente fin dalla tenera età…?
    Comunque sì, la maestra è brava. L’altra settimana ha fatto vedere ai bambini il film collettivo (Spike Lee, Kustutrica e Ridley Scott tra i registi) sull’infanzia ferita nel mondo, “All the invisible children”. Meglio di qualunque lezione di storia…
    Cris: ne avevi regalati un paio a Sten, ti ricordi? Bellissimi!

  9. 9 utente anonimo 10 maggio 2007 alle 18:26

    I c_o_m_p_l_i_m_e_n_t_i_s_s_i_m_i ai genitori
    erano e sono ovviamente impliciti;

    quel che impressiona è trovare ancora, in tempi di morattismo e becero fascistume dilagante, insegnanti illuminate…

    [soprattutto -qui per ragioni di mera economia di spazi- paragonando, come già, sull’orme peraltro dell’Ecclesiaste, un Bonvesin da la Riva o un Vincenzo di Beauvais, i fanciulli a tenere pianticelle, in contrasto con le piante indurite e non più flessibili, emerge la sapienza tua e di Sten nella formazione civile e politica della ‘piccola’ Lula…
    …Che dire? Chapeau!]

    Marco I.

  10. 10 DNGDLB 11 maggio 2007 alle 08:26

    Riguardo alla danza contemporanea (per la precisione teatro danza) ti segnalo una compagnia un po’ fuori zona ma ottima, tutti bravi + lei che è una dea: http://www.grupponanou.it
    Muxu, D. : )

  11. 11 arabella 15 maggio 2007 alle 23:22

    Ma che rinco che sono…
    Aribaci


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