NUDA E CRUDA

Effe provoca una discussione sulla tollerabilità, per chi legge, della scrittura che parla senza veli, che denuda il corpo e, di conseguenza, l’anima che il corpo racchiude (o nasconde). Mi sono sentita tirata in ballo, anche se i post da cui ha preso spunto non sono miei e se nel mio caso non è una sorpresa che io abbia fatto del blog un luogo dove la scrittura cerca di accorciare le distanze, di avvicinare, e il racconto di me, del male e della guarigione del mio corpo (e quindi anche dell’anima? Forse) uno sconfinamento necessario e più volte dichiarato.

Mi piacerebbe continuare a riflettere qui su questo argomento, adesso però ho una cena da preparare e l’odore di broccolo sta pericolosamente invadendo la casa.

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5 Responses to “NUDA E CRUDA”


  1. 1 Effe 21 marzo 2007 alle 11:29

    ci sono scritture che si sanno esposte e nude, e si accetta il rischio.
    E tuttavia, se la distanza tra chi scrive e chi legge d’improvviso viene meno, scompare la distinzione tra sogetti, c’è una sovrapposizione, e per un momento si è l’altro.
    E’ intollerabile, toccare l’anima.
    (e anche lasciar bruciare i broccoli)

  2. 2 utente anonimo 21 marzo 2007 alle 12:40

    eppure a volte possono esserci motivi strani, più o meno legittimi, che portano a voler toccare l’anima. Sì, la questione è controversa, ma forse non adrebbero comunque giudicati facilmente i moti psicologici o le regioni delle singole persone. In ogni caso il dibattito è molto interessante. Ho fatto un post sul mio blog per richiamare la vostra discussione. Giulia

  3. 3 utente anonimo 21 marzo 2007 alle 12:41

    ops… sempre io… il mio blog è meta-etica.blogspot.com

  4. 4 giorgi 21 marzo 2007 alle 15:06

    Effe: capisco che vedere improvvisamente tanto da vicino ciò che si era abituati a non vedere, o vedere a contorni sfumati, come un miope dopo l’operazione per correggere il difetto, può essere destabilizzante, addiritura per te intollerabile.
    Però ci si può abituare, fino a scoprire non solo la tollerabilità, ma anche il calore e il conforto che questo incontro ravvicinato con l’anima (o semplicemente con uno strato più interno dell’essere) può dare.
    Il broccolo non s’è bruciato, e con la pasta era ottimo…
    Giulia: certo, ci sono mille motivi per scegliere o rifiutare di entrare in contatto con l’intimità di chi leggiamo. Tutti rispettabili, e degni di considerazione.
    Grazie per aver segnalato questa discussione sul tuo blog.


  1. 1 Raccontare, ricordare, scrivere | Il mio karma Trackback su 16 aprile 2014 alle 23:33

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