Discount delle convivenze?

Stamattina ho spiegato a Lula cosa sono i DICO, e perché sono seriamente tentata di farle smettere di frequentare le ore di religione a scuola.

Lei era molto molto scandalizzata quando le ho raccontato che reazioni negative hanno avuto le gerarchie ecclesiastiche, anche perché sa bene che fino a giugno 2005 noi eravamo un classico esempio di convivenza tanto vituperata dalla chiesa. Una famiglia amorevole e molto più stabile di tante famiglie cattoliche.

E poi tempo fa mi aveva confessato che si cominciava a stufare di queste ore di religione (la sua insegnante è una suora, per giunta.) Però avevamo deciso che ormai tanto valeva finire l’anno.

“Per chi vuole l’educazione cattolica esiste il catechismo in parrocchia.” Ho bofonchiato sorseggiando il caffè e dimenticandomi di dare alla gatta in crisi di astinenza la sua razione mattiniera di ricotta.

“Appunto.” Ha confermato lei, ingoiando l’ultimo cucchiaio di cereali. “La religione non dovrebbero occuparsi delle cose… umane.” Ha detto così.

Ho ripensato alla campagna sul divorzio, in seconda elementare già si alzavano le barricate e si litigava imitando i propri genitori.

“Ma voi in classe parlate di quello che succede nel mondo?”

“Beh, sì, però proprio di politica no. Siamo bambini.”

“Già, siete bambini. Però quello che succede è politica, cose che possono riguardare tutti. Sarebbe interessante sapere se anche suor A. pensa che noi tre prima del matrimonio e la famiglia del tuo compagno di classe G. (anche i suoi genitori non sono sposati, a hanno due figli) non eravamo, non sono, una vera famiglia…”

“Glielo chiedo?” Mi ha chiesto poco convinta.

“Ma no, lascia stare.”

Però se continuano ad andarci giù pesante, se in Parlamento uscirà fuori qualcosa di ancora più “moderato” di quello che sono riuscite a tirar fuori le ministre, una qualche forma di protesta io la voglio attuare.

(Però il nome cambiamolo, ogni volta mi viene in mente il discount che si chiama proprio così: dico)

 

 

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11 Responses to “Discount delle convivenze?”


  1. 1 DNGDLB 14 febbraio 2007 alle 12:34

    Se ancora non l’ha fatto, lo spirito di Nilde Jotti si impadronirà del corpo della piccola Lula, ne sono certo!!!
    ..però non puoi buttarle lì “se parlano di politica a scuola” e poi dirle di evitare.. eh! Piuttosto dalle una mazza ferrata per le caviglie della suorazza, che male non fa.. ; )
    Muxumuxu (anche uno per Lula), D. : )

  2. 2 giorgi 14 febbraio 2007 alle 12:45

    Sai com’è, non vorrei scatenare reazioni opposte… Ma quali mazze, via!

  3. 3 Effe 14 febbraio 2007 alle 17:44

    “di cose umane”, che sintesi!

  4. 4 giorgi 14 febbraio 2007 alle 19:13

    Effe, sì, una sintesi magistrale. E proprio poco fa ridacchiando mi ha raccontato di aver incontrato la suorina in corridoio, a scuola, che le ha detto: “nella scheda avrai ottimo, sei bravissima!”
    “Ah, ah, se sapesse…” continuava a ripetere.

  5. 5 DNGDLB 15 febbraio 2007 alle 08:15

    Per il supplemento della Stampa.. era un allegato di 30-40 pagine dedicato tutto al concorso “Bravo Bravissimo”. C’è anche sul sito http://www.lastampa.it/bravolastampa/ ma, a prima vista, mi sembra una menata andare a cercare una foto in particolare..
    Muxu, D.

  6. 6 licenziamentodelpoeta 15 febbraio 2007 alle 12:06

    Quando avrò figli, sarà bene che non frequentino mai e per nulla i corsi di religione a scuola. Sono diventati spazi di propaganda politica (e francamente, credo lo siano sempre stati, ma adesso è peggio).

  7. 7 giorgi 15 febbraio 2007 alle 13:01

    Davide: no, guarda, la suorina non fa propaganda politica anche perché sa che molti di noi hanno accettato l’ora di religione obtorto collo, solo perché l’alternativa non c’era… La cosa positiva è che adesso Lula sembra molto fiera del suo non essere cattolica, e il mio timore che potesse chiedermi di fare il catechismo per la prima comunione (quindi di essere anche battezzata) si è rivelato del tutto infondato. Comunque, aspetto Ruini al varco, per attuare idonee forme di protesta.
    (O.T. Rispondendo al tuo commento precedente volevo dire Burgges, ovviamente, non Burroughs)

  8. 8 licenziamentodelpoeta 15 febbraio 2007 alle 14:46

    Il tuo caso, con la suorina che non fa propaganda, è un caso fortunato. Ne ho sentiti parecchi altri meno felici.

  9. 9 giorgi 15 febbraio 2007 alle 20:07

    Davide: lo so, infatti quando è arrivata, in seconda, ero convinta che sarebbe stata il megafono del vaticano. Invece ha capito che non era aria… Eravamo un bel gruppetto, noi genitori atei, o almeno fortemente critici verso le gerarchie cattoliche.

  10. 10 fully53 21 febbraio 2007 alle 08:58

    Scusa se mi intrometto, sono arrivato qui per caso e mi ha molto colpito la tua ultima espressione: “atei o almeno fortemente critici verso le gerarchie cattoliche”.
    A me non sembra che siano atteggiamenti paragonabili l’uno all’altro. Il primo attiene alla fede, il secondo alla mediazione religiosa che, nel caso della religione cattolica, è affidato alla Chiesa.
    Credo che gran parte del problema del calo di consensi della chiesa cattolica risieda proprio nella rigidezza delle alte gerarchie nell’interpretazione del vangelo e dei valori che da esso derivano. Ma se una religione si costruisse sul consenso, anziché sulla fede, non sarebbe più religione, bensì politica.
    Se dovesse interessarti, io sull’argomento ho espresso la mia (umilissima) opinione qui:
    http://ilditoelaluna.splinder.com/post/10910306

  11. 11 giorgi 23 febbraio 2007 alle 10:33

    Fukky53: infatti non volevo paragonare l’essere atei con essere critici verso le gerarchie cattoliche. Ho solo detto che tra i genitori della classe ci sono gli uni e gli altri.
    Grazie comunque del tuo intervento


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