IL DOTTORANDO DOTTOR ZETA

Oggi Zeta sembrava più dottore, con il camice bianco e niente casacca verde. Sempre pieno di visite, l’attesa è stata estenuante ma ero molto felice di essere lì solo per un controllo senza problemi, di salutare con affettuoso distacco le infermiere, di avere tutti i miei capelli da brunetta dei ricchi e poveri in testa. Era talmente incasinato che quando finalmente mi ha fatta entrare nel suo sordido studio (eh sì, dovessi leggermi, caro Zeta, vedi di fare qualcosa per rendere un po’ meno triste quella stanza…), si è alzato, è ritornato, ha ricevuto varie telefonate, mi ha offerto i pasticcini che gli avevano appena portato, e prima che riuscissi a fargli trascrivere sulla cartella clinica i miei bellissimi esami mi ha fatto fare la segretaria. Lui parlava al cellulare di un morbo raro di cui ora non ricordo il nome, nel frattempo è squillato il portatile dell’ospedale e nessuna delle infermiere era nei paraggi per poter rispondere. Allora mi ha fatto un gesto e mi ha bisbigliato di rispondere. E che dovevo fare? Ho risposto. Era la signora Pinca Pallina. Io sono stata molto professionale. “Il dottor Zeta è impegnato al telefono.” “Sì, devo solo comunicare i globuli bianchi.” Stavo per dire, dica pure, che tanto ormai sono in grado di sapere con quanti globuli bianchi e quale percentuale di neutrofili si può fare la chemioterapia… Ma nel frattempo Zeta aveva chiuso l’altra telefonata.

“Non devi venire di lunedì, troppo casino.” Mi ha detto sospirando.

Poi si è finalmente trascritto tutto sulla cartella.

“Stai bene?”

“Sto benissimo”

“Puntura e Femara?”

“Puntura e Femara.”

“Niente fastidi?”

“Niente fastidi. Però, volevo sapere, le punture di Enantone per quanto tempo…”

Poi mi sono fermata. “Ma no, guarda, non m’importa niente per quanto tempo le devo fare. Mi sono messa l’anima in pace. Stavolta non ti romperò più le scatole ad ogni visita…”

“Brava! Vedi che ho fatto bene a metterti a riposo gli ormoni?”

“Mah, proprio a riposo non me li sento. Sarà che farla ogni tre mesi forse è meglio che ogni uno, come avevo fatto l’altra volta.”

“Certo, così non ci pensi per un po’.”

Gli ho detto che ho cominciato a scrivere una cosa di cui gli avevo parlato, inizialmente pensata con un suo coinvolgimento.

“E io?”

“E tu sei troppo impegnato. Quando mai sarei riuscita a bloccarti per scrivere.”

“Già. Non riesco nemmeno a finire la mia tesi di dottorato, che quel tedescaccio di professore mi rimanda sempre indietro. Problemi di spazi, di corsivi…” [Non so come quest’uomo sia riuscito pure a studiare per un dottorato in filosofia, veramente non lo so. E capisco quanto possano essere irritanti i puntigli bibliografici per una persona che ogni giorno deve decidere come salvare la vita dei suoi pazienti…]

“Ah, ah, ti tratta come un giovane studentello” l’ho sfottuto.

“Sì, e avrà almeno quindici anni meno di me. E’ proprio un tedesco, pignolo…”

“Se hai problemi di editing, o ti serve una mano sullo stile della bibliografia ti posso dare una mano.”

“Magari.”

Visitina veloce e poi abbiamo stabilito che il prossimo controllo sarà ancora tra quattro mesi, poi, se tutto va bene, si passa a sei.

“Comunque non vengo più di lunedì, che mi perdo pure la prima mezz’ora di yoga.”

 

Evviva.

 

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12 Responses to “IL DOTTORANDO DOTTOR ZETA”


  1. 1 camden 13 febbraio 2007 alle 08:43

    E’ proprio bella tutta questa serenità, brava!!!!!

  2. 3 giorgi 13 febbraio 2007 alle 14:44

    grazie ragazze
    ale: sei in arrivo?

  3. 4 utente anonimo 13 febbraio 2007 alle 17:16

    …allora …è il momento di mettere a segno il progetto finalmente!
    Sta lievitando?
    Traducilo in inchiostro! Baci e baci Marti

  4. 5 giorgi 13 febbraio 2007 alle 17:24

    marti: lievita, lievita (basta che poi non si sgonfi…) baci

  5. 6 NightSoul 13 febbraio 2007 alle 21:31

    confermo. siamo pignoli, noi tedeschi 😉

  6. 7 giorgi 13 febbraio 2007 alle 22:04

    A volte un po’ di pignoleria non guasta… Ciao Night Soul

  7. 9 giorgi 14 febbraio 2007 alle 09:50

    Crepi, Davide, crepi. (Ho iniziato il libro di Burroughs)

  8. 10 utente anonimo 14 febbraio 2007 alle 11:02

    ciao, mi chiamo Viviana,ho trovato il tuo blog facendo una ricerca in google con le voci “femara enantone perdite ematiche”, da ieri mi sta succedendo questa cosa e sono impaurita…ho già fatto un ciclo di enantone per 3 anni e mezzo con tamoxifene e non è successo mai niente. Mi hanno dovuto rimettere a riposo gli ormoni, che si erano alzati di nuovo appena interrotte le cure, e sto usando femara+ enantone…ed ora ho queste perdite ematiche…vabbè non ti affliggo;))…ti auguro tanta serenità e la realizzazione dei tuoi sogni :)))

  9. 11 utente anonimo 14 febbraio 2007 alle 11:11

    Sono sempre io Viviana…che bello vedo che anche tu hai un sogno da realizzare, quello di scrivere un libro…anch’io ne ho uno: quello di farmi conoscere come illustratrice :))) e questa volta non mollo…proprio l’altro giorno l’art director di una casa editrice mi ha mandato una bella frase di Mandela: UN VINCITORE E’ UN SOGNATORE CHE NON SI E’ ARRESO. Bella no?

  10. 12 giorgi 14 febbraio 2007 alle 11:17

    Ciao Viviana, guarda un po’ in che modi strani si arriva al mio blog…
    Forse è il caso di parlare con il tuo oncologo, immagino che l’hai fatto, no? Ricordati che abbiamo il diritto di essere rompiscatole e fare tutte le domande che vogliamo, e il nostro medico deve risponderci.
    (Comunque puoi mandarmi una mail, c’è il link sulla colonna sinistra).
    Bella la frase di Mandela e molti auguri per il tuo futuro da illustratrice.


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