IO BLOGGO?

C’è stata una persona, quel giorno là alla presentazione delle Untitl.ed, che alla fine ha abbordato una delle tre, e sembrava che non avesse capito proprio nulla di quello che era stato detto per un’ora. Credo che avesse le classiche “cose che ho scritto” da sottoporre all’attenzione… Poi, quando finalmente ha capito che per essere pubblicati da Untitl.ed bisogna avere un blog, si è rivolta a me, che stavo trangugiando le famose ciambelle e un bicchiere di vino rosso. Voleva che le spiegassi come si fa ad avere un blog. E quando ho cominciato a spiegarglielo mi ha chiesto il mio numero di telefono, visto che sono di Roma. Beh, no, il telefono no. Magari ti do l’indirizzo del blog, le ho detto, da lì puoi anche mandarmi una mail… Che poi non so nemmeno cos’è un blog, ha dichiarato candidamente. Non capivo perché una persona che non ha idea di cosa sia un blog fosse  presente alla presentazione di una casa editrice che pubblica solo blogger. Anzi, se per caso stai leggendo queste pagine, spiegamelo, ti prego. Io però un’idea ce l’avrei. Il titolo della presentazione era: “Come si costruisce un libro a partire da un blog.” Magari pensava che blog fosse qualcosa tipo plot? O blob? Insomma, alla signora interessava il risultato: come si fa a costruire un libro, punto e basta.

Io avevo ancora in testa le parole di Caracaterina sull’analogia della scrittura di chi scrive in rete e il colloquio notturno tra donne (in arabo samar), e ripensavo all’invisibilità di chi racconta e si racconta, e a quell’idea che ho lasciato fermentare per un anno di una storia sull’identità, lasciandola poi quasi marcire, come spesso accade. Poi magari un giorno spunterà una pianta bella robusta. E mi chiedevo ancora com’è diverso arrivare a una persona in carne e ossa dal blog, e com’è invece arrivare a un blog dalla persona in carne e ossa. Poco fa, a un’amica al telefono raccontavo che Lula ha un problema alle corde vocali, e dovrà fare rieducazione. Ah sì, mi ha detto lei, l’avevo letto sul blog…  Uh, già, l’avevo scritto. O come l’anno scorso che un caro amico che vive in un’altra città mi ha fatto una scena di gelosia perché la sera prima avevamo parlato e il giorno dopo sul blog aveva letto un mio sfogo, un momento di cedimento strutturale, di cui non aveva avuto sentore durante la telefonata. E tutte le volte che vorrei raccontare qualcosa a mia sorella, e invece lei già lo sa, lo ha letto. Forse dovrei essere più reticente, o magari inventare qualcosa. Poi però mi accorgo che pure scrivere i racconti a puntate non funziona, passa troppo tempo e l’urgenza di quella storiellina è già svanita.

Sto perdendo il filo. Può succedere. Prima il ricamo della mia bella sciarpa indiana si è tutto sfilacciato e ho quasi rischiato lo strangolamento.

Meglio che vada a ripassare gli spartiti per il concerto del 18. Sì, il 18, come ogni santo natale, il coro Todavìa canta si esibirà con un repertorio variegato.

Annunci

16 Responses to “IO BLOGGO?”


  1. 4 utente anonimo 12 dicembre 2006 alle 14:08

    ..E quest’anno tornerai a essere protagonista ūüėČ Ti penser√≤! il 18 sar√≤ pure io a tirare le fila di un concerto che faremo il 24…..

    Bacio. OrsaLè

  2. 5 giorgi 12 dicembre 2006 alle 14:33

    Alice: però vi dovete sorbire anche altri due cori. Repertorio integralmente sudamericano. Olè.
    Davide: grazie, grazie. La prossima volta che cantiamo Carissimi t’invito personalmente…
    Orsa: allora auguri anche a te ūüėČ

  3. 6 giorgi 12 dicembre 2006 alle 14:33

    Danilo: mi eri sfuggito… ciao

  4. 7 utente anonimo 12 dicembre 2006 alle 23:48

    ….ah poi: due persone parlano al telefono di un post (di questo post, per esempio), poi stamattina mostro un blog a una persona, digitando l’url fisicamente accanto a lei, su una tastiera scomoda, diversa dalla mia, “punto cosa?”, “punto com, so’ tutti com adesso”, “ah”. E tu inizi un discorso, poi spunta sta faccenda del coro e CI SAREMO, dice alice, di fatto (ossia “in persona”) sar√† l√¨ certamente, e te lo dice qui, semi-fisicamente, e dunque vi ricordate di un’altra volta che…
    Una volta si diceva che quando dall’oscurit√† della rete si sarebbe passati al conoscersi e al riconoscersi, sarebbe finito questo borbottio nella notte, questo “samar”. Poi torni a casa per√≤, spegni la luce (o ti fanno male gli occhi), e di nuovo √® samar. E noi siamo questi e quelli, che a volte ci passiamo una mano sugli occhi quando √® giorno, e altre volte accendiamo una lampada nel pieno della notte (in un momento di paura, o per non inciampare). E non c’√® niente di sbagliato in questo, √® solo un po’ complicato. Ma chi l’ha detto che viviamo e parliamo (e scriviamo e leggiamo) in un ambiente elementare?

  5. 8 utente anonimo 12 dicembre 2006 alle 23:53

    ah: nel mentre di tutte queste cose, t’arriva pure un sms di demetrio. Scrittore E blogger, nonch√© uomo di messaggi. Si lamenta, all’improvviso, per troppa illuminazione – ed √® un messaggio “oscuro”, bisbigliante, sconnesso…

    sempre untitled io
    (versione moltissimo samar, dopo troppissima luce)

  6. 9 giorgi 13 dicembre 2006 alle 11:15

    Anch’io sono convinta che il samar non finisce con l’incontro in carne e ossa, con le luci e la visibilit√†. Al blog sono arrivata leggendo quello di Ale, d’estate, in pieno sole…

  7. 10 donnavidens 14 dicembre 2006 alle 00:16

    Ma mia cara, allora, oltre che diliberto c’eri pure tu alla fiera? E non ci siamo nemmeno salutate…

  8. 11 camden 14 dicembre 2006 alle 09:33

    Ciao Giorgia, certo che ci andremo insieme, mi dovrò proprio rifare!!!!!
    Un abbraccio!

  9. 12 giorgi 14 dicembre 2006 alle 10:17

    donna: c’ero, c’ero, ma non sabato e domenica. Che in quei giorni l√¨ montavo mobili ikea per una casetta piccina picci√≤ che se qualcuno da gennaio vuole farsi una vacanzetta a Roma… Beh, non dico di pi√Ļ. Che qua gli affari non devono entrarci!
    Camden: abbracci a te.

  10. 13 spartac 14 dicembre 2006 alle 12:28

    Non capisco il tuo atteggiamento prevenuto.
    Non mi dai il tuo n.¬į di casa solo perch√® non posseggo un PC e digito dal forno a microonde?
    Razza di razzista ! ( PSsss, se esci con me ti invito a gustare la razza al melograno )

  11. 15 donnavidens 14 dicembre 2006 alle 19:59

    Ma Giorgi, che dici: mi prendi per una del sabato e la domenica?
    Scherzi a parte, io ci sono stata sì sabato e domenica, ma pure tutti gli altri giorni: è il mio lavoro

  12. 16 giorgi 14 dicembre 2006 alle 20:05

    U√®, sei un’editrice?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Scriverne fa bene

Come una funambola

Clicca per ordinarlo

Oltreilcancro.it

Associazione Annastaccatolisa

wordpress visitors

Archivio

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 183 follower

Cookie e privacy

Questo sito web √® ospitato sulla piattaforma WordPress.com con sede e giurisdizione legale negli USA. La piattaforma fa uso di cookie per fini statistici e di miglioramento del servizio. I dati sono raccolti in forma anonima e aggregata da WordPress.com e io non ho accesso a dettagli specifici (IP di provenienza, o altro) dei visitatori di questo blog. √ą una tua libert√† / scelta / compito bloccare tutti i cookie (di qualunque sito web) tramite opportuna configurazione del tuo browser. Il mio blog √® soggetto alle Privacy Policy della piattaforma WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: