BAMBINI IN FUGA 3

[Per chi se li fosse persi qui c’è il primo capitolo, e qui il secondo.]

 

Si avventurarono senza perdere di vista i cartelli con l’indicazione Linea B. Un corridoio pieno di gente trafelata, due rampe di scale mobili, un altro corridoio. Poi si trovarono di nuovo davanti ai binari, in attesa della metro.

Sara osservava con attenzione la gente che aspettava, perché sperava di trovare anche stavolta  qualcuno da seguire. Non è che non si fidasse delle indicazioni della nonna di Martina, però si sarebbe sentita più tranquilla se avessero incontrato le persone giuste, qualcuno come la ragazzina riccia della scolaresca di Firenze.

C’erano tre ragazze che avevano le ciabatte ai piedi e delle borse che lasciavano intravedere asciugamani da mare. Ognuna di loro aveva un’Ipod appeso al collo e trafficava freneticamente con il cellulare.

Sara stava valutando se abbordarle o meno quando Martina quasi le urlò nell’orecchio: “guardate!!! Quella lì non è Giuliana?” Tutti si voltarono a guardare la ragazzina che faceva l’elemosina mentre un’altra giovanissima Rom allattava il suo neonato.

“Mi sembra lei”, confermò Sara. E pure Matteo e Leonardo dissero che era proprio la loro ex compagna di classe della terza elementare. Giuliana andava a scuola saltuariamente, grazie all’impegno di un’associazione che andava a prendere i bambini Rom ai campi e li portava nelle scuole più vicine. Una volta avevano visto anche il papà, un pomeriggio che era andato a scuola per ritirare la scheda di valutazione di Giuliana. Sara aveva raccontato a sua madre che era un signore bellissimo, alto e simpatico, sorrideva sempre e aveva scherzato con i bambini. Anche la maestra era rimasta affascinata dagli occhi neri e il portamento fiero di quel papà gitano, che era apparso anche per comunicare che Giuliana l’anno dopo non avrebbe potuto continuare a frequentare la scuola. Lui però era rimasto talmente colpito dagli sguardi ammirati dei compagni di sua figlia, che aveva deciso di non dire niente all’insegnante. All’inizio della quarta aspettarono l’arrivo di Giuliana per qualche settimana, poi nessuno ci pensò più.

Anche Giuliana li aveva riconosciuti. “Ciao, cosa fate qui?” domandò mettendo via rapidamente il sacchettino con i pochi spicci che aveva rimediato. “Andiamo al mare” rispose svelta Sara. “Perché non sei più venuta a scuola?” le domandò Martina. “Siamo stati un po’ in giro. Adesso viviamo in un altro campo, molto lontano da prima.” Arrivò il treno e salirono tutti insieme, anche l’altra ragazzina-mamma che Giuliana presentò come sua cugina. “Perché voi andate soli?” Calcò quel voi in un modo che a Matteo sembrò offensivo, così decise di rispondere con la verità: “Siamo scappati di casa.” Giuliana aggrottò le sopracciglia senza capire. “Vuoi venire con noi?” le domandò timidamente Martina. “Devo lavorare” tagliò corto lei, un po’ rabbuiata. Erano arrivati alla fermata Colosseo, e un attimo prima che si aprissero le porte la cugina di Giuliana le disse qualcosa in slavo. Saltarono giù senza salutare e sparirono tra la folla di turisti.

“Ma…” mormorò Martina.

“Che stupida!” si arrabbiò Matteo. “Ti pare che veniva con noi?”

“Senti, non ricominciare”, lo rimproverò Sara. “Ora stiamo attenti alle fermate. Piramide era la quarta dopo la stazione, vero Martina?”

Martina, offesa, non rispose.

“Sì” , intervenne Leonardo, “ora ne manca una, poi dobbiamo scendere.”

Restarono zitti e concentrati finché non videro scorrere la scritta Piramide.

Sara non aveva perso di vista le tre ragazze in tenuta da mare, così, appena scesi, disse ai suoi amici che dovevano seguirle, perché sicuramente erano dirette a Ostia. Salirono una rampa di scale mobili, voltarono a sinistra e scesero le scale, verso la stazione Roma-Lido.

“Martina??!!” I ragazzini furono pietrificati dalla voce stridula, e un po’ affaticata, che strillava alle loro spalle.

Si voltarono tutti e quattro verso la cima delle scale dove giganteggiava, nonostante la sua minuscola taglia, un’anziana signora con capelli azzurrini, cappello di paglia e vestito a fiori.

“Nonna…” mormorò Martina.  

 

[Temo che dovrà esserci una quarta puntata]

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9 Responses to “BAMBINI IN FUGA 3”


  1. 1 arabella 26 novembre 2006 alle 22:13

    ahahahah!!!
    Ma poveri figli… se li fai beccare dalla nonna a Piramide, quando ci arrivano al mare?
    Questa storia mi diverte sempre di più, continua pliiiiis!
    Baci

  2. 2 Effe 27 novembre 2006 alle 10:07

    mi dispiace, ma l’arzilla ottuagenaria impicciona dovrà essere brutalmente eliminata, a difesa del sacrosanto sbocco sul mare

  3. 3 alice121 27 novembre 2006 alle 10:18

    caspita e adesso come ne vieni fuori?

  4. 4 giorgi 27 novembre 2006 alle 11:39

    La mia assistente Lula è poco temeraria: lei vorrebbe che la nonna li accompagnasse al mare. Ma forse non devo assecondarla…

  5. 5 DNGDLB 27 novembre 2006 alle 11:56

    ..e qui ci sta la scena splatter in cui la nonna si spacca il femore rincorrendo la bimba!!! Troppo? ; )
    Muxu, D.

  6. 6 zop 27 novembre 2006 alle 12:33

    eh eh eh i romanzi a puntate, funzionano sempre anche sui blog!

  7. 7 giorgi 27 novembre 2006 alle 13:04

    Danilo: troppo.
    Zop: maestro, se lo dici tu…

  8. 8 arabella 27 novembre 2006 alle 22:03

    Una soluzione ci sarebbe, e permetterebbe a Lula di imparare che le bambine poco temerarie al mare non ci arrivano 😉

  9. 9 giorgi 28 novembre 2006 alle 15:50

    Cris: si accettano consigli.


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