CONTROTEMPI CREATIVI

 

ll telefono squillò a lungo, petulante, mentre Lisa versava colore sulla tela immensa che occupava tre quarti del salotto. Aveva cominciato a dipingere quando Pietro se n’era andato, dopo aver covato nel silenzio quella decisione estrema, come una bottiglia che esplode nel freezer. Lui era così. E lei non era stata abbastanza acuta da comprendere i segnali non espliciti, quelli che gli altri, dal di fuori, sono tanto bravi a vedere. Aveva cominciato a dipingere come dipinge chi vorrebbe spaccare tutto ma possiede ancora quel po’ di autocontrollo che permette di dirottare la rabbia in un’attività costruttiva, e nei casi più felici, creativa. Lei non sapeva dipingere, ma conosceva l’arte e cercava d’ispirarsi ai grandi dell’Informale. Colori violenti, acrilici, grandi spazi, la pennellata trasformata in gesto che coinvolge tutto il corpo. Certe volte gridava e saltava mentre squarciava la tela con le forbici. Il risultato non era il taglio netto di Fontana, ma lacerazioni irregolari dalle quali dopo lasciava piangere colate di rosso.

Tanto non è Pietro, pensò decidendosi a rispondere a quel maledetto telefono che ricominciava a squillare.

“Pronto?” ululò prima ancora di sollevare la cornetta, così che dall’altra parte arrivò un “o?” rabbioso.

“Sono io, ti disturbo?”

“Sì, mi disturbi, Pietro.”

“Ah, scusa. Volevo chiederti se…”

“Sì, hai lasciato qui la macchina fotografica, i vestiti estivi e una scatola di preservativi mai aperta. Avevamo cominciato a non usare niente, ti ricordi?”

“Lisa, cazzo, non fare la ragazzina…”

“Sai, ci ho pensato. Forse è proprio per questo che sei scappato.”

“Non sono scappato”

“Te ne sei andato all’improvviso. Io lo chiamo scappare. E in questi due mesi non ti sei preoccupato di accertarti che magari non fosse successo quello che avevamo pregettato insieme. Capito?”

Pietro non rispose. Però aveva capito.

Lisa aveva immaginato tante volte il film dell’annuncio, lei raggiante, lui emozionato, festeggiamenti, confusione felice. Invece era andata così, nel peggiore dei modi. Aveva aspettato, imputando il ritardo allo stress da abbandono. Alla fine il test l’aveva fatto, trattenendo il respiro mentre il rivelatore cambiava colore. La striscia rosa era apparsa in pochi secondi, comunicandole impietosamente che era incinta dell’uomo da cui era stata appena mollata dopo otto anni di convivenza.

“Senti, adesso vengo da te e ne parliamo. Così per telefono mi sembra orrendo.”

“Stavo dipingendo…”

“Sto arrivando.”

Parlarono a vuoto per ore, senza trovare più nulla del loro passato che potesse incontrarsi e dare un senso a quella leggera curvatura del ventre di Lisa. Ma lei era decisa, anche da sola.

Prima di andarsene lui osservò a lungo l’opera incompiuta stesa sul pavimento, che fino a quel momento aveva finto d’ignorare.

“Bello” commentò, “non pensavo che sapessi dipingere.”

“Nemmeno io.”

“Adesso sei onnipotente” le disse senza sarcasmo, come se lo pensasse davvero.

 

Lisa non rispose, schivò il bacio di commiato e lo salutò sbrigativa, prima di annacquare il colore con lacrime e rimpianto.

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12 Responses to “CONTROTEMPI CREATIVI”


  1. 1 utente anonimo 19 ottobre 2006 alle 08:19

    pesante e bello… e un pò triste…

    OrsaLè

  2. 2 DNGDLB 19 ottobre 2006 alle 09:23

    ne voglio di più.. con la stessa pressione.
    D.

  3. 3 giorgi 19 ottobre 2006 alle 10:48

    Orsa: sì, un po’ un macigno. Comunque lo avevo scritto tempo fa(ma non ispirandomi a fatti miei, per fortuna! Anzi, il racconto del mio 1 aprile 1997, giorno in cui ho scoperto di aspettare Lula, sarebbe divertentissimo)
    Danilo: Magari riuscire ad accontentarti. Ci proverò. E grazie

  4. 4 utente anonimo 19 ottobre 2006 alle 12:44

    eh, uffa! Adesso mi hai incuriosita!! chissà chissà com’è scoprire (felicemente) di essere madre!
    🙂

    OrsaLè

  5. 5 utente anonimo 19 ottobre 2006 alle 14:02

    mamma mia! magari lisa ci ha provato per anni, e alla fine è stata felice lo stesso.
    anche io ho un 1 aprile, ma dell’anno dopo! a volte le coincidenze..
    ale

  6. 6 Effe 19 ottobre 2006 alle 15:02

    io gli uomini, in generle, li ammazzerebbe.

  7. 7 giorgi 19 ottobre 2006 alle 18:41

    Effe, non sia troppo severo con il suo sesso. Io li ammazzerebbe nella fattispecie particolare dei fuggitivi…

  8. 8 giorgi 19 ottobre 2006 alle 18:44

    orsa: chissà, magari lo racconterò in un post futuro.
    ale: pesciolini d’aprile, i nostri!

  9. 9 utente anonimo 20 ottobre 2006 alle 10:27

    Tenero e triste, forte, bello. Mi piacque assai..yoyo

  10. 11 mrka 21 ottobre 2006 alle 08:36

    oh. questo è davvero lacrime e rabbia e colore e pittura. non manca niente. brava!
    m.

  11. 12 giorgi 21 ottobre 2006 alle 11:17

    grazie anche a te Marika


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