UNA FESTA AL PARCO

Madalina giocava a calcio con gli stivali di plastica neri, decorati con fiori gialli e rosa, le calze a righe e la gonna corta di jeans. I lunghi capelli neri raccolti a coda erano zuppi di sudore, perché lei correva, correva tanto. Le compagne di classe invece snobbavano la partita, e cercavano di sfuggire alla marcatura stretta dei fratelli piccoli e al controllo dei genitori.

“Adora giocare a pallone”, mi ha raccontato la madre, immigrata in Italia molti anni prima senza la figlia, con un buffo accento romano/rumeno, “appena arrivata, a maggio, mi ha chiesto se c’era una scuola di calcio dove potesse andare. Ma come facciamo…” Anche lei indossava stivali neri di plastica e sorrideva contenta perché sua figlia era lì, giocava a pallone nel parco con i suoi nuovi compagni di classe alla prima festa di compleanno. 

Il papà dei due fratelli filippini cercava di impedire che i placcaggi (nel frattempo erano passati al rugby) sfociassero in risse e il piccolo turco, dopo un battibecco acceso, se n’è andato in lacrime trovando rifugio e comprensione dalle ragazzine, che se snobbavano il calcio figuriamoci il rugby.

“Lula, vedi che anche Madalina gioca a calcio?” ho provato a dirle prima del passaggio al pallone ovale, perché interrompessero il separatismo.

“Peggio per lei” ha tagliato corto.

“Ma…”

“Volevo dire: se a lei piace… A me no.”

E si è messa a correre con le altre verso il laghetto, inseguite dallo gnomo biondo.

“Andiamo a pescare!” Le abbiamo sentite gridare prima che sparissero di nuovo tra gli alberi.

“Appettatemi, appettatemi…” Lo gnomo arrancava, ma senza perdersi d’animo.

Sorseggiando un ottimo prosecco in calici usa e getta qualcuno mi ha candidata a fare la rappresentante di classe (eh sì, a fine settembre ci troviamo sempre con lo stesso problema). “Stavolta ti tocca. “ “Io l’ho già fatto.” “Io ho tre figli.” “Io non avrei tempo.” “Io litigherei con il direttore, mi conoscete…”

Io invece non sono riuscita a trovare una scusa, se non quella che solo il pensiero di tenere la cassa scolastica mi fa venire gli attacchi d’ansia. In fondo è un motivo valido per sottrarsi alla rogna.

E poi credo di essere troppo distratta, al limite del rincoglionimento. Credevo di aver spedito a lei l’ultimo numero della rivista Maltese narrazioni dove c’è un suo racconto che non ha visto pubblicato (l’editore non ha ancora spedito le copie agli autori). Poi la sera mi sono accorta che la rivista era ancora sul mio comodino, ma io un pacchetto l’avevo fatto e spedito. Che cosa ho messo in quella busta? Mi sono chiesta. E intanto disfacendo la pila di volumi accatastati mi sono accorta che mancava il primo romanzo suo. Mi era stato spedito pochi giorni fa, un gradito omaggio dell’autore, e ha lo stesso formato della rivista.  Ecco, Remo, per quegli strani intrecci della vita adesso Alessandra si troverà tra le mani il tuo romanzo e magari io potrei spedire a te la rivista con il suo racconto. Un racconto bellissimo, Il ventiquattresimo uovo, che consiglio di leggere, insieme a tutta la rivista (in realtà non l’ho letta tutta, visto che credevo di averla spedita.) Oppure no, la rivista ad Alessandra la spedisco, non è carino sapere di aver pubblicato qualcosa e non averlo tra le mani. Tanto a ottobre me la riporta.

Insomma, la partita è finita, le candeline sono state spente e Madalina abbracciando la madre le ha chiesto: “allora, m’iscrivi alla scuola di calcio?”

E io spero che lunedì non venga fatto il mio nome durante la prima riunione di classe.

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4 Responses to “UNA FESTA AL PARCO”


  1. 1 MatteoTassinari 24 settembre 2006 alle 23:37

    Ciao c’è un messaggio pert e su Splinder. Ciao Matteo di Detive&Approdi (casa editrice).

  2. 2 utente anonimo 25 settembre 2006 alle 08:04

    ..Pensa che mio padre era stato eletto senza che fosse tra i candidati.. semplicemente aveva espresso domande interessati e la gente l’aveva votatolo stesso… Ma non ti puoi immaginare che disastro per rifiutare l’incarico (causa turni lavorativi)!!

    OrsaLè

  3. 3 alice121 25 settembre 2006 alle 11:17

    ehi Giò ma non è il libro di Remo B. l’hai spedito a qualcun altro?;-) Di solito la posta impiega due o tre giorni…

  4. 4 giorgi 25 settembre 2006 alle 14:25

    Matteo: il messaggio su splinder non c’è.
    Orsa: oggi saprò se riesco a scamparla 😉
    Alice: arriverà, arriverà…


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