RESISTERE

Ieri sera sono stata incollata davanti alla tv (La 7 ha trasmesso uno speciale) per seguire l’intervista integrale di Natascha, la ragazza sfuggita dopo otto anni al suo rapitore/carceriere che poi si è suicidato. Una cosa impressionante, la spigliatezza e la lucidità di questa giovanissima donna che ha vissuto parte dell’infanzia e praticamente tutta l’adolescenza in una cantina, in una casa, in balìa di uno psicopatico.

Commentandola oggi, una collega si è detta convinta, forse alludendo anche alle mie vicende, che quando ci si trova a vivere un dramma è possibile tirare fuori quella forza che in condizioni normali nessuno crede di avere. 

Lei però ha dovuto resistere per otto lunghissimi anni completamente da sola, perché l’unico altro con il quale potersi relazionare era lui, il carceriere. Lui, i libri, la televisione e i propri pensieri. Credo che la risorsa più grande, in quella situazione lì, sia stata proprio il cervello di questa ragazzina cresciuta in modo così anomalo, un cervello che l’ha tenuta aggrappata alla realtà che stava fuori, una mente agile che le ha permesso di ottenere ore d’aria e scavalcare il recinto del giardino della sua prigione al momento giusto.

La fame è stata la privazione che Natascha ha descritto forse con più sofferenza. Perché quando si ha fame il cervello perde lucidità, (visto che non stiamo parlando di un asceta che consapevolmente pratica il digiuno…) e lei invece doveva ragionare, organizzare la resistenza e programmare la fuga. Riuscita una ventina di giorni fa.

 

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5 Responses to “RESISTERE”


  1. 1 manginobrioches 8 settembre 2006 alle 19:21

    sì, quello che mi ha colpita di più, in questa storia, è la lucidità di Natasha, la sua nitidezza.
    forse è vero, tiriamo fuori cose impensabili a noi stessi, in condizioni estreme, ma continuo a paragonare lei a me, alla mia adolescenza di cristallo, che andava in pezzi di continuo: ho passato tutti quegli anni, dai 10 ai 18 e più, in pezzi. e non ero prigioniera, se non di me stessa e di un poco di ormoni…

  2. 2 camden 9 settembre 2006 alle 09:29

    A me colpisce la bellezza, la forza interiore di questa ragazza, capace di raccontarsi davanti alle telecamere, sapendo di avere perso per sempre un’adolescenza tranquilla…e mi dà fastidio invece chi si sente autorizzato a sezionarla psicologicamente, esprimendo giudizi frettolosi su di lei, secondo me totalmente gratuiti e soggettivi…come spesso si sente fare nei telegiornali…

  3. 3 ilbambinonEro 9 settembre 2006 alle 15:26

    quello che ho pensato, guardandola in tv, è stato: quel che può fare l’introspezione

  4. 4 giorgi 9 settembre 2006 alle 18:10

    manginobroches, camden, bambinonEro: siamo rimaste tutte colpite, mi sembra, da quello che il bel viso di Natascha ha lasciato trapelare nell’intervista. Il mondo interiore che le ha permesso di vincere l’allucinante, claustrofobico mondo esteriore della prigionia.

  5. 5 Flamel 21 settembre 2006 alle 18:24

    Bel Blog molto riflessivo!!!


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