VACANZE FINITE

La montagna è stata ritemprante e il cimento giornaliero con le camminate per raggiungere qualcosa – una malga, un picco panoramico, un laghetto alpino o qualsiasi altra cosa che fosse più in alto della partenza, produceva una soddisfazione emozionante. E’ forse questo il significato del piacere che per anni ho ritenuto inconcepibile, salvo poi scoprirlo quattordici anni fa inseguendo un amore montanaro. L’amore non sbocciò, però ricordo che come novizia feci una gran bella figura, anche sui sentieri più duri, e ho imparato allora ad apprezzare il gusto  di andare da qualche parte sulle tue gambe, lo sguardo acuito nel tentativo di riconoscere i profili delle cime più alte o il volteggiare raro e lontanissimo di un’aquila. Lo sguardo, dunque, volto al cielo, oppure catturato dalla terra: il rosso dei lamponi, il nero dei mirtilli, il marrone di funghi e degli enormi escrementi di mucche.

Lula è stata brava, come me preferiva i sentieri più ripidi ma meno noiosi, quelli che si addentravano in un bosco, costeggiavano un ruscello, sbucavano improvvisamente sul pratone disseminato di enormi massi franati dalle vette che a quel punto erano splendidamente vicine. 

Sten era felice nei suoi luoghi natii, tanto che Lula non si capacitava del fatto che il suo cognome lassù fosse tanto diffuso: rifugi, alberghi, ditte di speck…

 

Io sto benone, direi. I capelli stanno crescendo chiari, ancora nella fase morbidina. Non ho mai dimenticato la pasticca serale di Femara, il misurino mattutino di Aloe vera e sicuramente le lunghe camminate in alta quota mi hanno ossigenato il sangue. E sono pure riuscita a fare un po’ di Qi Gong dall’alto dei monti, che viene particolarmente bene.

Ho sognato tanto, in montagna succede che l’attività onirica sia particolarmente vivace, e certe notti ho sentito che il peso dei mesi passati ancora gravava su di me. Ancora graverà su di me, dovrei dire. Paure implicite o esplicite, la sensazione che un sano ottimismo va bene, e però è un ottimismo molto più misurato di quando sei anni fa affrontavo le stesse montagne, dicendomi “ti ho sconfitto, brutta merdaccia!” Ora semmai mi dico, ci diciamo io e Sten quando al buio certi pensieri possono tornare a mangiarsi il riposo, “lo sconfiggeremo sempre, il mostro. Se dovesse tornare, lo sconfiggeremo sempre, sempre.”

 

Ieri però guardavo ancora una volta il mio mare della Maremma, una breve sosta prima di tornare qui a casa, e ho scoperto che perdermi in quell’orizzonte lì, aperto, pulito da un maestrale teso, mi rassicura e mi fa stare proprio bene. Poi è difficile andare via.

Annunci

11 Responses to “VACANZE FINITE”


  1. 1 pennapiuma 1 settembre 2006 alle 21:03

    Sono due anni che faccio un seminario d’Aikido a luglio a Laces, sopra Merano, niente passeggiate perché il monte di fatica giornaliero è già impegnato altrove, ma anche solo guardarsi intorno, respirare, è una gran bella cosa.
    Magari prima o poi il mio buon amico Giggi riuscirà a convincermi a fare qualche passeggiata in montagna, lui le adora, io potendo scegliere preferisco il mare.

  2. 2 alice121 1 settembre 2006 alle 22:39

    Bisogna pur rientrare prima o poi;-)
    Bentornata!

  3. 4 farolit 3 settembre 2006 alle 02:41

    ogni viaggio è un ritorno
    … anche il ritorno è un viaggio

    chè “itaca t’ha donato il bel dono” del ritorno appunto.

  4. 5 giorgi 3 settembre 2006 alle 20:42

    pennapiuma: spero che Giggi riesca a convincerti.
    Alice: e già, bisogna.
    ilbambinonero: grazie, e grazie di essere passata da queste parti.
    farolit: la poesia del ritorno… Peccato per le lavatrici, i panni da stirare, la notizia ferale avuta solo oggi che dovrò restare senza il mio aiuto fino alla fine di settembre, sigh! E domani primo giorno di lavoro…

  5. 6 caracaterina 4 settembre 2006 alle 08:24

    Torna dolcemente, piano piano, un po’ alla volta. Le lavatrici possono aspettare 🙂

  6. 7 utente anonimo 4 settembre 2006 alle 10:43

    ecco, le lavatrici decisamente non sono un bel lato della medaglia del ritorno… Ma il sapore della tua casa, infondo scommetto che ti mancava…

    OrsaLè

  7. 8 camden 4 settembre 2006 alle 13:47

    Poi è difficile andare via….ma credo che sia bello anche un pochino ritornare a casa, c’è sempre un angolino, un libro, un profumo, un colore che rende bello il ritorno…anche solo l’abbraccio di chi ti segue da qui…
    Bentornata!!

  8. 9 upa 4 settembre 2006 alle 18:52

    leggerti mi dà un po’ di forza per affrontare ogni giorno la vita.quando sembra che i gioghi della mente siano un cappio che stringe al collo facendo odiare la vita vengo qui e ti leggo. hai una forza che trasuda da ognuna delle tue parole. e credo che sia un tuo dono , poi un sacco di persone intorno e te che ti vogliono bene. scusa se mi sono intromessa anche se non ti conosco. volevo solo ringraziarti. a volte la mente rende schiavi di pensieri che remano contro. e a volte sembra anche così stupido farsi condizionare così tanto solo da pensieri.. vorrei avere solo un briciolo della tua energia. un po’ la “sento”, leggendoti. e questo mi aiuta un p’.
    grazie.

  9. 10 giorgi 4 settembre 2006 alle 19:16

    caracaterina: lo so, lo so… Le lavatrici sono il meno. E’ stirare che proprio non so e non mi va di fare.
    Comunque, Orsa e Camden, sono contenta di essere tornata, anche perché davvero voi mi mancavate tanto tanto. Bentrovate a tutte!
    Upa: piacere di conoscerti. Se leggermi ti fa così bene non posso che esserne contenta. Ho cominciato a scrivere questo blog anche per questo. Trasmettere energia, forza, con le parole. Se i tuoi pensieri li vedi come cappi, prova a capire perché succede questo. Un atteggiamento mentale sbagliato si può modificare. E’ difficile. Ma si può. Talvolta bisogna toccare il fondo per trovare quella forza di cui parli. Ti abbraccio

  10. 11 melaceleste 7 settembre 2006 alle 00:56

    Ti saluto qui anche se non è l’ultimo post che hai scritto.
    Ma le tue parole mi hanno acceso lucine di ricordi e immagini e impressioni dell’agosto trascorso: la montagna, le mete da raggiungere, il verde, il marrone, l’odore di terra umida e rami, il rumore di un piccolo corso d’acqua.

    Poi tutto finsce in 4 lavatrici. Di cui l’ultima stesa un’oretta fa nella tiepida notte romana 🙂
    Un bacio!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Scriverne fa bene

Come una funambola

Clicca per ordinarlo

Oltreilcancro.it

Associazione Annastaccatolisa

wordpress visitors

Archivio

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 182 follower

Cookie e privacy

Questo sito web è ospitato sulla piattaforma WordPress.com con sede e giurisdizione legale negli USA. La piattaforma fa uso di cookie per fini statistici e di miglioramento del servizio. I dati sono raccolti in forma anonima e aggregata da WordPress.com e io non ho accesso a dettagli specifici (IP di provenienza, o altro) dei visitatori di questo blog. È una tua libertà / scelta / compito bloccare tutti i cookie (di qualunque sito web) tramite opportuna configurazione del tuo browser. Il mio blog è soggetto alle Privacy Policy della piattaforma WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: