AL VOTO AL VOTO, MIEI PRODI COGLIONI

E’ una bellissima giornata per compiere il nostro dovere civico. Poi si può andare al mare, in campagna, al lago. Oppure si può andare al mare, in campagna, al lago, al parco, e stasera o domattina andare a votare.

E che martedì ci si possa svegliare contenti. 

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16 Responses to “AL VOTO AL VOTO, MIEI PRODI COGLIONI”


  1. 1 alice121 9 aprile 2006 alle 23:19

    speriamo. sì. Vorrei che fosse già martedì.

  2. 2 licenziamentodelpoeta 10 aprile 2006 alle 07:29

    Votato ieri. Dopo molte perplessità, due croci (camera e senato) su rnp.

  3. 3 giorgi 10 aprile 2006 alle 08:52

    alice: forse basterà aspettare stasera.
    Davide: rnp credo che prenderà molti voti, soprattutto alla camera. Sicuramente la battaglia per la laicità sono i meglio, ma non si vive di sola laicità. Io dopo molti anni sono tornata alle radici (in tutti i sensi, sempre di alberi si tratta…), senza grande entusiasmo ma con la convinzione che fosse necessario “fare numero”, contro FI.

  4. 5 utente anonimo 10 aprile 2006 alle 11:20

    roma. via della giuliana. dove di solito c’è l’inferno. Di traffico, di gente comune che va a far la spesa, di avvocati con le borse, di tutto un mondo che normalmente si agita il lunedì mattina.
    E invece stamattina tutto tace, tutto è sospeso. Non la senti anche tu questa strania aria..oserei dire di terremoto? Speriamo, nel terremoto politico

  5. 6 licenziamentodelpoeta 10 aprile 2006 alle 13:32

    @giorgi, il tuo è un po’ lo stesso ragionamento che ha fatto la mia compagna: che intendeva votare per i Comunisti Italiani, ma ha votato Unione e Ds per evitare la dispersione di voti. Ragionamento che in termini di realpolitik non fa una piega, ma che non è bastato a spingermi a votare per gente che mi fa veramente schifo.

  6. 7 giorgi 10 aprile 2006 alle 14:56

    E’ uscito anche il sole, dopo una mattinata di pioggia. E sembra proprio che ce l’abbiamo fatta. Evviva!

  7. 8 utente anonimo 10 aprile 2006 alle 15:10

    sembra di si. anche il rumore di fondo della città che finalmente si risveglia, sembrerebbe confermarlo.
    ma di poco. troppo poco.
    aspettiamo ancora e stiamo a vedere.

  8. 9 shemale 10 aprile 2006 alle 15:22

    Ho fatto un breve pisolino pomeridiano. E vi dirò che, secondo me, non è necessario aspettare martedì per svegliarsi contenti.

  9. 10 melaceleste 10 aprile 2006 alle 15:52

    Anch’io sono già un po’ contenta.
    E penso che stasera sarebbe bello andare in piazza ad alzarsi con la canzone popolare… tu giorgi potresti esserci? 😉

  10. 11 giorgi 10 aprile 2006 alle 19:36

    Mi sa che abbiamo esultato troppo presto… Una persona me l’aveva detto di guardare l’affluenza, che se si superava l’81 per cento ce la vedevamo brutta! Aboliamo gli exit poll, vaffanculo!

  11. 12 licenziamentodelpoeta 11 aprile 2006 alle 07:30

    Comunque vadano le cose, mi pare evidente che il voto degli indecisi si è indirizzato in buona parte a destra. E Prodi ha le sue colpe in questo: in Italia, non si parla di tassa di successione, lotta all’evasione e all’abusivismo edilizio etc. nei giorni prima delle elezioni, è un suicidio.

  12. 13 shemale 11 aprile 2006 alle 08:20

    licenziamentodelpoeta, sono perfettamente d’accordo con te (e anche con Berlusconi, in un certo senso). In Italia non bisogna parlare seriamente di politica prima delle elezioni. Meglio promettere abolizione dell’ICI e bel tempo a ferragosto. Perchè ci sono davvero ancora troppi coglioni in circolazione.

  13. 14 licenziamentodelpoeta 11 aprile 2006 alle 08:39

    @shemale, io non entro nel merito del voto altrui, né ritengo coglione chi vota diversamente da me. Il fatto è che le misure impopolari vanno eventualmente messe in atto DOPO essere stati eletti, mai annunciate PRIMA. E specie non così a ridosso del voto.

  14. 15 shemale 11 aprile 2006 alle 09:37

    licenziamentodelpoeta, non vorrei essere frainteso. Sono sul serio d’accordo con te e reputo, com’è ovvio, del tutto legittimo votare a destra o a sinistra, anche a seconda del particolare momento storico o della specifica congiuntura economica, quando è il caso. Volevo solo dire che il corpo elettorale italiano mi sembra particolarmente immaturo e sensibile a logiche di merchandising, marketing e battage pubblicitario che in ogni altra democrazia occidentale non trovano consenso (o, almeno, non in questa misura). Presentare la crescita del reddito pro-capite nell’ultimo quinquennio in dollari (che in cinque anni è passato da 1,2 euro a 0,8 euro), parlare di aumento nella spesa sanitaria, facendo il conto solo su quanto speso negli ospedali pubblici e computando gli incrementi contrattuali o i costi sostenuti per nuovi appalti per le forniture di apparecchiature ormai divenute obsolete (dato aleatorio, il quale può variare di anno in anno, indipendentemente dalle scelte politiche di governo), quando, invece, le prestazioni sanitarie (ciò che deve interessare al cittadino) sono state obiettivamente ridotte (con una penalizzazione progressiva e notevolissima del finanziamento della miriade di strutture convenzionate e l’aumento dei ticket), parlare di 130.000 insegnanti assunti (dato fisiologico: i pubblici impiegati vanno in pensione e sono sostituiti da neo-assunti), quando, invece, in Italia è attualmente vigente il blocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione e via discorrendo. Questa non è propaganda politica: è il gioco delle tre carte. Che in Italia funziona (come il sale magico di Vanna Marchi). Dispiace molto dirlo, ma è così.

  15. 16 giorgi 11 aprile 2006 alle 09:49

    No, il dibattito no!
    Sono d’accordo con tutti e due. Prodi e il centrosinistra hanno fatto i loro errori, tuttavia l’opinione che ho di questa metà di italiani che crede alle promesse dell’ultimo minuto, o si fa spaventare da spauracchi dell’ultimo minuto, e dimentica 5 anni di governo disastroso, per non parlare di chi ha venduto il proprio voto per 50 euro, facendosi però beccare mentre fotografa la scheda, insomma di questa gente ho un’opinione molto molto bassa. Ora siamo appesi al voto degli italiani all’estero, che per fortuna pare siano stati più saggi di quelli che hanno sotto il naso i disastri. E meno male che alla Camera quel pugno di voti in più c’è stato.


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