LA MEGABALLA

Tra una settimana sapremo se il vaccino iniettato cinque anni fa è servito agli italiani, oppure se è bastato quel colpo di scena “abolirò l’ICI. Sì, avete sentito bene, abolirò l’ICI” condito con una gestualità da venditore e dal sorriso tirato che per un bel po’ era sparito dalla faccia del caimano, per rovesciare la situazione. Ci sarebbe molto da dire su tutta la vicenda delle tasse, il tormentone della settimana, gli “errori di comunicazione” e le squallide mistificazioni che stanno facendo tremare chi, come me, era convinta che stavolta non si sarebbero potuti inventare niente, per evitare la sconfitta. Invece non mi va di parlare, mi viene un po’ di nausea, quella che non mi era venuta dopo l’ultimo ciclo di chemioterapia. Invece lo dico, và. Le tasse servono, tra le mille altre cose, a far sì che esista una sanità pubblica che mi permette di curarmi il cancro in un ospedale con medicine costosissime senza tirare fuori neanche un euro. Certo, oltre alle tasse che pago io, quelle che ogni mese mi vengono tolte dalla busta paga, contribuiscono anche quelle di chi in un ospedale non ci ha mai messo piede. Buon per lui, ma la civiltà è anche questo. E con l’ICI ci si pagano le scuole, i mezzi pubblici, la raccolta dei rifiuti. Se un proprietario di casa non ha figli e usa sempre l’auto comunque sarà interessato alla costruzione dei parcheggi, all’illuminazione delle strade e sicuramente un po’ di spazzatura sicuramente la produce. Non volevo parlare delle tasse. Volevo mettere il dito su quel meraviglioso lapsus, anzi, lapsus non lo era affatto: gli alleati di Prodi “continuano ad essere convinti che il fine del governo sia redistribuire il reddito, rendendo uguali il figlio del professionista e il figlio dell’operaio.” Insomma, è stato chiaro, chiarissimo. E’ stato più caimano del caimano. Non lo sfiora neanche il pensiero di ridurre almeno un po’ le diseguaglianze, anzi. Anzi. Il figlio del professionista e il figlio dell’operaio non sono uguali. Certo, uno può evadere il fisco o aumentare le sue parcelle se aumenta il costo della vita, l’altro paga inesorabilmente ogni mese le sue tasse, e per vedere aumentata di poche decine di euro la propria busta paga deve scioperare, perdendo giornate di guadagno. Ecco, a questo punto i figli degli operai, che ormai possiamo mettere sullo stesso piano dei figli degli impiegati (credo che tra la mia busta paga, bibliotecaria laureata dipendente di un Ministero, e quella di un operaio della Fiat non ci sia una grossa differenza, e anch’io mi sono dovuta fare le mie giornate di sciopero per avere quel ridicolo aumento di stipendio) e gli operai stessi e quindi tutti i lavoratori dipendenti non possono ricadere nella stessa malattia. Il vaccino deve funzionare. Io tra una settimana voglio svegliarmi in un paese normale. Non oso dire migliore. Ma sì, spero anche migliore. E non voglio più vergognarmi di chi mi governa, e della maggioranza che cinque anni fa si è voluta iniettare il vaccino. Io gli anticorpi ce li avevo già. Io non avevo bisogno di vederli all’opera. Bene. Ora siete soddisfatti? Avete capito? O volete ancora credere, come dice la vignetta di Ellekappa su Repubblica di oggi, alla “megaballa della supercazzola?”

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11 Responses to “LA MEGABALLA”


  1. 1 shemale 4 aprile 2006 alle 11:40

    Sei la solita comunista mangiabambini.
    Ha detto “ICE”, non “ICI”. Istituto per il Commercio Estero. Quello vuole abolire (tanto con la concorrenza indiana e cinese i prodotti italiani non se li compra più nessuno). Solo che voi, se non la buttate sempre in rissa con l’appoggio delle vostre toghe rosse, non siete contenti…

  2. 3 arpia 4 aprile 2006 alle 11:51

    haha bella questa dell’ice.

    ciao

  3. 4 DNGDLB 4 aprile 2006 alle 12:34

    Un abbraccio forte e Resistente!
    Muxu, D. : )

  4. 5 alice121 4 aprile 2006 alle 12:40

    un altro mio sogno era quello di lavorare all’Ice,-)) Ultimamente sto guardando le interviste alla gente fatte dal tg di Fede. E lo so che sono selezionate le interviste, però ho una gran paura lo stesso. Noi, qui dell’estero, intanto abbiamo già votato.

  5. 6 OrsaLe 4 aprile 2006 alle 12:58

    Solo due cose, da me che sono orsetta piccola e che non ho ricordi così addietro:
    1. Ma prima dell’85 come facevano Senza ICI?
    2. Non so da voi, ma da noi il pattume lo si paga e anche salato, ben al di fuori dell’ici!!

  6. 7 giorgi 4 aprile 2006 alle 15:25

    Alice, dai, non puoi basarti sulle interviste di Fede! Però io ho paura lo stesso, anche senza guardare rete4.
    Orsa: sarei anch’io molto felice di non dover pagare l’ici, visto che la casa finirò di pagarla tra quattordici anni. Ma come mai in questi cinque anni non l’hanno tolta? E’ una pura e semplice mossa elettorale. E comunque, se in futuro si potrà ridurre o togliere per le prime case, meglio così. Mi sembra che ci sia una proposta dell’Unione di togliere l’ICI sulle case che vengono affittate a persone sotto sfratto. Ecco, questa non è una proposta demagogica.
    Ah, ho saputo che poco fa Berlusconi ha definito “coglioni” quelli che non voteranno per lui…

  7. 8 utente anonimo 4 aprile 2006 alle 16:03

    sottoscrivo ogni tua singola parola, anche le virgole…
    ci sono, ci sono, è solo che ne sono successe un pò, e allora…
    ma come faccio a dire a te che ne sono successe un pò?
    cmq ieri sera non c’eri, magari sei uscita.. Buon segno
    baci grandi
    ale

  8. 9 OrsaLe 4 aprile 2006 alle 17:07

    ..Effettivamente poteva evitare… E non è decisamente da lui… Se ci pensi un attimo ieri sera ha fatto un colpo di mano (a cui uno può credere o no, ma pur sempr eun colpo di mano è stato) e oggi si gioca quegli elettori a cui il colpo di mano era piaciuto?? E’ davvero una cosa strana… E cmq la politica è diventata sboccata da matti… -.-‘

  9. 10 giorgi 4 aprile 2006 alle 18:19

    Ale: ero a fare qi gong!

  10. 11 camden 5 aprile 2006 alle 16:47

    Solo il pensiero che potremmo trovarci per 5 anni ancora quella faccia sempre ghignante ancora al governo produce brividi, sudorazione e tremori peggio di una malattia tropicale…quella dell’Ici detta all’ultimo istante è stata poi una tale pagliacciata che, pensa un po’, stavo già dormendo, ma la mia coscienza ha percepito lo stesso quanto ridicola fosse l’enormità della sua mossa, tanto che mi sono svegliata all’istante!


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