CENSURA PER PAR CONDICIO

ilcaimano

Non ci volevo credere. Eppure ieri sera è successo proprio che il direttore del Tg 2, Mauro Mazza, è apparso in video per “giustificare” la scelta di non recensire Il Caimano, l’atteso film di Nanni Moretti presentato proprio ieri alla stampa, in nome della legge sulla par condicio. Il “ragionamento” è questo: siccome il Tg2 è stato “ingiustamente” accusato di aver violato quella legge-gabbia in favore dell’area di governo, essendo uscito un film contro Berlusconi e non essendocene uno contro Prodi (chissà come mai?), per evitare d’incorrere in una nuova, altrimenti inevitabile, violazione della par condicio, il tg2 (o meglio, il suo direttore, visto che il comitato di redazione ha criticato duramente questa scelta) decide di non parlare del nuovo film di uno dei più importanti registi italiani. Fa censura. Se volete saperne qualcosa, consiglia il buon Mazza, leggete i giornali, vedete altri telegiornali (oppure, dico io, trasmissioni come Otto e mezzo, dell’ultraberluscones Ferrara che nello stesso momento gli stava dedicando la puntata) e conclude con una citazione di Max Weber: “chi ha bisogno di una visione del mondo vada al cinema.” E chi ha bisogno di deliri sul mondo, guardi con attenzione il Tg2.

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8 Responses to “CENSURA PER PAR CONDICIO”


  1. 1 shemale 24 marzo 2006 alle 16:53

    Aspetta. Il TG2 ha violato la par condicio perchè ha intervistato politici (di destra) su questioni di cronaca (e gli si è giustamente imposto di dare altrettanto spazio alla controparte). Il ragionamento di Mazza è questo: “Se parlo del film, che parla – male – di Berlusconi, dovrei dare altrettanto spazio a Prodi. Ma, “par condicio” per “par condicio”, dovrei far parlare qualcuno – male – di Prodi. Allora, non parlo del film, nè vado in cerca di qualcuno che mi parli male di Prodi”.
    Il che non è del tutto assurdo (e, anche se è assurdo, non è censura).
    Anche perchè i film sono arte, ma nulla esclude che l’arte, anche quella altissima, possa avere contenuti fortemente politici.

    Piuttosto, credo il film di Moretti avrà i seguenti effetti (già l’ho scritto da MO2):
    Coloro che condividono le opinioni di Moretti e coloro che non le condividono, resteranno sulle loro posizioni. Una parte della percentuale di italiani che si chiedono se Berlusconi sia davvero un perseguitato, dopo il film di Moretti penseranno che un perseguitato lo è davvero (e lo voterà). L’altra parte di questa percentuale resterà scettica come prima.
    Un discreto (anche se non enorme) favore a Berlusconi, in definitiva. Si coltivano gli interessi di Berlusconi rappresentandolo come una divinità (Emilio Fede), ma ancor più disegnandolo come un demonio (come fa, anche involontariamente, Nanni Moretti).
    Spero solo – per Moretti – che Berlusconi sappia prontamente manifestargli in qualche modo la sua riconoscenza.
    Ovviamente si tratta di una prognosi preliminare, che mi riservo di modificare dopo aver visto il film.

    Voglio, però, specificare che chiedersi da dove vengono i soldi di Berlusconi (come fa Moretti) non significa, di per sè, rappresentarlo come un demonio. Ma, purtroppo, il significato (per gli altri) di ciò che diciamo e chiediamo dipende anche dal contesto in cui le cose vengono dette o chieste. “Posso entrare?”, significa cose ben diverse, a seconda se stai bussando o sei al letto con una donna. Il problema sta, quindi, più nella percezione dell’operazione che nel significato intrinseco del film. Molta gente neanche vedrà la pellicola e penserà che sarebbe anche ora di lasciarlo perdere questo Berlusconi e che, se lo tormentano così tanto sul piano personale, sarà perchè non hanno nulla da controbattergli sul piano politico (molta gente, cioè, intenderà il “posso entrare” come una richiesta fatta dentro il letto e non come un bussare). Moretti fa esattamente quello che rimproverava di fare a Bertinotti (quando lo prendeva in giro perchè era tutto contento di essere arrivato quinto, ma la sinistra aveva perso le elezioni). I più fedeli e leali alleati di Berlusconi non sono Fini e Casini, ma Moretti e Bertinotti.

  2. 2 giorgi 24 marzo 2006 alle 18:23

    Non avendo visto il film non me la sento di entrare in merito alla questione del se e quanto il film inciderà sulla campagna elettorale. Mi sembra però poco probabile che questo accada. C’è una video intervista sul sito di Repubblica a Nanni Moretti. Vale la pena di vederla/sentirla.
    Comunque continuo a considerare l’operazione del tg2 di Mazza un’operazione censora. E anche un po’ stupida.

  3. 3 shemale 24 marzo 2006 alle 22:04

    “Ma che opinione hanno delle persone, dei cittadini, degli elettori!” ; “un film assolutamente non deve e non può orientare le scelte degli elettori, e comunque a me non interessa. Io penso che la stragrande maggioranza dei cittadini abbia deciso già da mesi per chi votare” e in ogni caso “io non faccio film di propaganda, non mi interessa e per fortuna non ne sono capace”.

    Inevitabilmente, il successo ti porta lontano dalla strada, il barbiere, il bar dove i ragazzi ancora giocano a biliardo. Così, tra una capatina a Ansedonia e una cena sul tuo terrazzo di Monteverse, ti puoi permettere di idealizzare le cose e ignorare che tanta gente è proprio quella che vediamo ridicolizzata a Zelig o a Mai dire gol (e per questo ridiamo: saranno anche rappresentazioni grottesche, ma hanno un fondamento indiscutibile nella vita reale). E ti puoi anche permettere di dire che “il film non deve orientare le scelte degli elettori”. Grazie al cazzo che non dovrebbe. Ma lo fa. Nel mondo reale lo fa. Un mondo reale che è qualcosa di completamente diverso dalla tua bella terrazza di monteverde o dalla tua lussuosa (ma non troppo, sarebbe di cattivo gusto…) residenza estiva nelle splendide pinete toscane che si affacciano sul mare.
    Forse Berlusconi queste elezioni finisce per non perderle.
    I mie vivissimi complimenti a Nanni Moretti.

  4. 4 shemale 24 marzo 2006 alle 22:09

    P.S.): Ti sei chiesta come mai l’ultraberlusconista Ferrara, che non è un cretino, ha dato al film ampia risonanza? Solo per esigenze giornalistiche, oppure anche in previsione di un inevitabile tornaconto elettorale?

  5. 5 giorgi 25 marzo 2006 alle 11:11

    Daniè, non siamo d’accordo. E non capisco prorpio come tu possa dire, senza neanche aver visto il film, che forse Berluscoi non perderà le elezioni grazie a Moretti. Magari ne riparliamo quando lo avremo visto, eh?

  6. 6 utente anonimo 25 marzo 2006 alle 12:31

    Vi, dirò, ma se l’intento di Mazza non era volutamente censorio, io lo trovo quantomeno ottuso. Non ha reso un servizio all’informazione, nè a quanto pare fatto un favore alla causa dei berloscones,si è esposto alle critiche del comitato di redazione e del pubblico,insomma riconosciamoglielo, la par condicio l’ha rispettata, giusto quella. yoyo

  7. 8 shemale 26 marzo 2006 alle 15:29

    Sono perfettamente d’accordo, yoyo. Mazza (se voleva fare un favore al berlusca) non c’ha capito una mazza.


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