A TRA UN PO’

Andiamo in bici? Ma sì, andiamo in bici.

Arrivati sulla ciclabile c’era da scegliere se andare verso il centro, con deviazione all’altezza del ponte mollo per un caffè, o andare fuori, con sosta al centro sportivo con ristorante sul fiume dove i miei amici di liceo giocano a calcetto e si frantumano le ginocchia. Decide Lula, si va fuori, verso il Mirage. C’è un bel movimento di bici, pedoni e pattinatori, tutti a godersi quest’ultimo giorno di vacanza sotto il sole.

Quando arriviamo imbocco per prima l’ingresso, ma dopo poco mi sento chiamare da Sten, fermo con Lula al parcheggio. Torno indietro, vedo che parla con qualcuno, come al solito si fanno incontri, come se vivessimo in un paese. E’ sempre difficile mettere a fuoco subito la persona che siamo abituati a vedere sempre nello stesso contesto, nel caso specifico nello stesso luogo e con la stessa casaccona verde.

“Ma allora sei la mia persecuzione!” Non posso trattenermi da esclamare quando finalmente mi accorgo che l’uomo in abiti civili che mi sorride è il dottor Zeta, in versione domenicale con famiglia e amici.

“Già” fa lui. “E come stai ancora a piede libero?”

“Benissimo, come vedi mi sto scatenando…”

Dopo essersi raccomandato a Sten di tenerlo aggiornato appena fatta l’operazione, constatato che Lula ha un aspetto tipicamente altoatesino, ci ha salutati all’indiana, mani giunte al petto in Namaskar, e allo stesso modo abbiamo ricambiato.

“Che coincidenza!” Ha detto dopo Lula mentre prendevamo il sole davanti al bar del Mirage, riferendosi a l’incontro con Zeta e a quello con gli amici che non vedevamo da tempo e con cui l’altro ieri non eravamo riusciti ad organizzare un giro sulla ciclabile. Le cose talvolta devono accadere così, senza forzature.  

 La mia vicina che lavora nell’ospedale dove dovrò operarmi mi ha chiamata poco fa, mentre prendevo un caffè davanti a scuola di Lula. “Il ricovero è stamattina. Puoi arrivare entro l’una e mezza.” Ho ingollato l’ultimo sorso di caffè, baciato le mamme che se la possono prendere comoda, e sono corsa a casa a preparare le ultime cose.

Statemi bene, e mandatemi pensieri positivi.

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19 Responses to “A TRA UN PO’”


  1. 2 utente anonimo 9 gennaio 2006 alle 11:06

    pensieri molti, intensi,tutti per te. A presto bella! yo-yo

  2. 3 zop 9 gennaio 2006 alle 11:41

    io ti mando un pensiero positivo e un bacio! z

  3. 4 utente anonimo 9 gennaio 2006 alle 12:06

    positivissimi! come vedi siamo tutti qui…

  4. 5 utente anonimo 9 gennaio 2006 alle 15:02

    Pensieri positivi come ne ho oggi, nonostante il primo day di lavoro! Positivo come questo sole, come il calduccio che emana, come la luna lunosa e coccolosa, come una coperta morbida! Un abbraccione. Stella_Noire Orsalè

  5. 6 melaceleste 9 gennaio 2006 alle 20:19

    Millemila raggi di energia positiva verso di te.
    Ovunque tu sia (tanto attraversano qualunque muro).

  6. 7 utente anonimo 10 gennaio 2006 alle 10:00

    Più prosaicamente, dalla grande massa degli scettici delle menate orientaleggianti, sappi che siamo tutte/i con te. Forza magica Giorgia!

  7. 8 DNGDLB 10 gennaio 2006 alle 15:55

    DANG… DANG… DANG… DANG…
    Muxu, D.

  8. 9 DNGDLB 11 gennaio 2006 alle 07:52

    ..un bacino sulla fronte mentre ancora dormi, senza svegliarti..
    D. : )

  9. 10 Effe 11 gennaio 2006 alle 17:07

    bentornata, per quando bentornerai

  10. 11 mrka 11 gennaio 2006 alle 23:47

    tanti, tanti. una scorta di pensieri positivi, giorgi.
    m.

  11. 12 DNGDLB 16 gennaio 2006 alle 08:12

    E allora? Non sarai mica ancora a poltrire? Su, su, due addominali, una corsettina e un post o un sms, giusto per far sapere come stai..
    Muxu, D. : )

  12. 13 alice121 17 gennaio 2006 alle 10:11

    sta bene! E oggi, forse, torna a casa;-)))

  13. 14 utente anonimo 17 gennaio 2006 alle 12:34

    sei tornata? ti aspetto!
    ale

  14. 15 utente anonimo 18 gennaio 2006 alle 09:49

    Comunicazioni di servizio a tutti i blogger: da una telefonata appena intercorsa con Giorgi apprendiamo che il ritorno a casa della nostra è stato ulteriormente rinviato a domani. Quindi aspettiamo pazientemente ancora un po’.. ma poco!
    Cris

  15. 16 utente anonimo 18 gennaio 2006 alle 10:00

    Come cantava una bella donna “I Can Hardly wait…” :)) OrsaLè

  16. 17 utente anonimo 18 gennaio 2006 alle 15:09

    Un bacio dolcissimo e un bentornata a casa. Cicci

  17. 18 DNGDLB 19 gennaio 2006 alle 08:06

    Welcome back home, sweet darling!
    Muxu, D. : )

  18. 19 utente anonimo 19 gennaio 2006 alle 11:29

    si bentornata! e, ove servissero, un pò di vibrazioni positive per te!
    a


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