BI, ZETA, E LA FINE DELLA PIOGGIA

L’appuntamento con il mio psicoterapeuta è saltato. L’ho tirata troppo per le lunghe, forse volevo aspettare un vero crollo per alzare il telefono e decidere che era ora di prendere il toro per le corna. In più venerdì 13 sembrava proprio un giorno carino per chi, come me, non ha avuto problemi a prendere un aereo venerdì 17 giugno. Che poi un vero crollo non si può dire che ci sia stato, insomma un paio di sfoghi di pianto, i nervi scoperti per qualche ora, e che sarà mai! Mi potrei permettere molto di più. E chissà che forse era proprio per questo che una chiacchierata con chi mi ha tirata fuori dall’unico periodo veramente scuro della mia vita psichica ci stava tutta. Preso l’appuntamento e mandato anche il link al blog, mi sembrava di aver fatto un grande passo avanti. Così, quando l’ho chiamato per avvisarlo che un impegno più urgente mi costringeva a disdire la seduta, il dottor Bi (ma sì, facciamo che tutti questi dottori che accompagnano la mia esistenza si chiamano con l’iniziale del loro cognome) mi ha comunicato di aver letto novembre e dicembre, e di aver trovato molte cose interessanti di cui poi parleremo. “Tanto ti riprenderai presto”. Sì, mi riprenderò presto. Anche se l’aspetto paradossale di questa condizione è che dovrò stare male per stare bene, e invece le mie condizioni fisiche, dopo cinque anni abbondanti di Iyengar yoga sono davvero eccellenti. L’ultima conversazione telefonica con Zeta mi ha dato qualche speranza di contrattazione sulla robaccia che mi dovrà iniettare dopo. “Qualcosa ti toccherà fare…” “Lo so.” “Ma ne parleremo insieme. Per ora in bocca al lupo. E fammi sapere, magari da frau g…” “Non lo chiamare frau, che s’arrabbia!” “Herr, allora.” “Herr va bene.” Sten ridacchiava mentre guidava sul raccordo tornando da Ikea, e gli ha trasmesso i suoi saluti. Anche Lula, che non si è fatta sfuggire neanche un frammento di conversazione, mi ha detto che dovevo salutarlo da parte sua… (“ma l’avrai visto una volta quando eri molto piccola” ho obbiettato. “Non importa, digli che lo saluto.”) “Anche Lula ti saluta.” “Grazie, il saluto di una donna è sempre ben accetto.”

Ieri è finalmente arrivato il sole, e con il sole ogni cosa diventa più facile. Ho fatto il mio dovere di befana, e dopo ce ne siamo andati in bicicletta sulla ciclabile con puntata al mercatino sul fiume dove Sten ci ha regalato un magnifico kilim da corridoio. Dopo pranzo il caffè con Alice e Ale, è stato carino stare un po’ tutte e tre insieme fuori contesto maremmano. Il prossimo appunto è a giugno, qui, o sulla collina un tempo dominata dal tempio etrusco.

Anche oggi la giornata promette bene, e gli amici campagnoli ci aspettano.

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3 Responses to “BI, ZETA, E LA FINE DELLA PIOGGIA”


  1. 1 SFreud 7 gennaio 2006 alle 10:10

    Se ti fa piacere, posso aiutarti: sono Psicoterapeuta e Medico Chirurgo, come puoi vedere dal mio Blog. Buon 2006 !!!
    SFreud. A presto …

  2. 2 alice121 7 gennaio 2006 alle 16:30

    un ultimo saluto da qui;-)Sto facendo la delicata operazione “valigia”. I tonni non c’entrano. Sono stata costretta a scegliere tra loro e i libri. Spero che ne sia valsa la pena;-)

  3. 3 giorgi 7 gennaio 2006 alle 18:46

    SFreud: con i medici sono a posto, grazie.
    Alice: buon viaggio! I tonni te li porteremo noi…


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