Un luogo per la rabbia

Il benessere umorale, ecco sì, mi piace chiamarlo così, di queste settimane ha subito un primo colpo. Complice, forse, il forzato festeggiare natalizio e la consapevolezza che questi sono gli ultimi giorni “normali”, prima dell’affondo finale. Non dovrei dirlo, visto che il percorso di guarigione intrapreso è tanto più efficace quanto più ci si convince che avrà esito positivo. Ma temo di non riuscire più a considerare evitabile operazione, chemio e quant’altro. Per un po’ ho davvero creduto che se qualcosa dentro di me aveva svegliato la cellula dormiente dal suo lungo letargo, allo stesso modo quel qualcosa, se compreso nel suo dirompente valore psichico, poteva costringere il prodotto del brusco risveglio cellulare a dissolversi. Guarigione, miracolo, soresiano shock carismatico, potere della mente. E’ vero che una sorta di congelamento della situazione sembra esserci stato, però sto smettendo di svicolare sulle prospettive, evitando di parlare di quello che accadrà a gennaio. Lo so che i pensieri, e le parole con cui li esprimiamo, hanno il potere cabalistico di ri-creare la realtà. Almeno la nostra, di realtà. A quanti capita di avere a che fare con persone che si lamentano della propria esistenza, che a guardare dal di fuori, sembra molto meglio della nostra? Eppure queste persone sono convinte di avere una vita schifosa, perché è così che la vedono, è così che ne parlano. Ho imparato a rispettare questi piagnistei, anche se il primo istinto è quello di insultarle. Ho imparato a trattenermi, a capire che non tutti sono in grado di riconoscere la propria felicità, e anche questa è una malattia. Tutto questo controllo, questo trattenere, comincia un po’ a stancarmi. Perché trattieni oggi, trattieni domani, arriva il momento in cui la rabbia covata trova il canale per esplodere. Il canale però è sempre sbagliato, si riversa sempre sulla persona sbagliata che vive già in un equilibrio precario per tentare di sostenere tutto il peso delle sue, e delle mie sofferenze. E allora ci vorrebbe un luogo dove sfogare la rabbia, vetri da infrangere, oggetti da spaccare, urla da emettere. Questo aiuterebbe a scacciare ogni mostro.

Enzo Soresi, oltre a dire un mucchio di cose interessanti che sto sottolineando con la matita (questa cosa qui la facevo solo quando studiavo), cita il romanzo autobiografico di Fritz Zorn Il cavaliere, la morte e il diavolo: “…subito intesi il tumore come lacrime non piante. Era come se tutte le lacrime che non avevo voluto, che non ero stato capace di piangere, mi si fossero raccolte nel collo e avessero formato questo tumore solo perché non avevano potuto assolvere il loro compito, che era quello di essere piante.”

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15 Responses to “Un luogo per la rabbia”


  1. 1 caracaterina 27 dicembre 2005 alle 19:03

    Eccolo qui un luogo, giorgi. E, se non basta (e non credo che basti:)) sfogati dove vuoi e con chi vuoi. Sono molte le cose che ci trattengono, una è per esempio, la paura di fare del male. Ma non siamo mai così fragili come pensiamo e, soprattutto,così deboli da non sopportare gli sfoghi delle persone che amiamo. Vai tranquilla e spacca subito quel brutto vaso che non hai mai potuto vedere! 🙂

  2. 2 DNGDLB 28 dicembre 2005 alle 08:39

    E poi c’è la diplomazia, la delicatezza, il tatto (ma questo voi femminucce non l’avete ;P ).. Lasciare le cose lì, soprattutto quelle negative le ingigantisce, in ogni ambito. Io finisco sempre per essere (di fatto lo sono) egocentrico ed egoista perchè non mi freno molto dal dire ciò che penso. Per contro, cerco anche di spiegarmi e di far arrivare il mio pensiero (che in realtà non è nè egoc nè egois) per quello che è..
    Poi capisco che alcune cose siano più difficili di altre ma a volte le migliori sono difficili..
    Ok, sono riuscito a perdermi: sta di fatto che puoi sfogarti quando vuoi, ho anche un fisichino che puoi prendere a pugni (possibilmente sulle braccia) quanto vuoi, non ti preoccupare..
    Per i baci purtroppo ha già su chi sfogarti! ; )
    Muxu, D. : )

  3. 3 giorgi 28 dicembre 2005 alle 09:32

    caracaterina: ho solo vasi bellissimi… Ma qualcosa da rompere lo troverò. Potrei farmi carico della raccolta differenziata del vetro, tanto per cominciare.
    D.: uno di noi dovrebbe fare un po’ troppi chilometri per prendere, o farsi prendere a pugni.;-)))

  4. 4 DNGDLB 28 dicembre 2005 alle 09:53

    ..ma ne varrebbe la pena!
    Muxu, D.

  5. 5 utente anonimo 28 dicembre 2005 alle 11:05

    Ci conforta tanto tutti che tu sia così brava, ma lasciati stare, lascia che ci sia anche lo sconforto e lo scoraggiamento, che abbiano il loro spazio dentro di te, spero solo che tutto il bene ti vogliamo possa servire a sostenerlo,e naturalmente c’è uno spazio speciale materiale e non,che riservo per te,quando vuoi.Hasta la victoria, siempre. yo-yo

  6. 6 utente anonimo 28 dicembre 2005 alle 11:46

    e allora piangile queste lacrime che trattenere fa male, sempre. anche a chi ti vuole bene e ti sta accanto. a volte è meglio uno sfogo, magari pure collettivo, che dà sollievo a te ed alle persone che hai vicino che potranno sentirsi legittimate a fare altrettanto. una bella lezione di boxe? oppure uno sfogo con le amiche di sempre, quelle storiche e non.. insomma anche con me, quando vuoi.
    baci, ale

  7. 7 melaceleste 28 dicembre 2005 alle 11:51

    Una gita al mare.
    E urlare contro il blu fino a sentirsi finalmente un po’ alleggeriti.
    Concediti tutto quel che senti… e al limite comprati un terribile vaso da due soldi da fracassare!
    Un bacio

  8. 8 utente anonimo 28 dicembre 2005 alle 12:21

    Giò anche a me piacerebbe molto trovare un luogo dove urlare, sfogarmi, senza ferire e disturbare nessuno. Spesso ci penso, quando vedo che sia io che la mia dolce metà siamo i parafulmini dell’altro in caso di tempesta. Poi penso pure che forse è giusto così ( ovviamente, se non si esagera..) – a volte siamo noi che ci sfoghiamo, altre volte sono loro e cavolo l’amore, il volersi bene sono dei collanti che devono resistere a questi tornadi. Poi non dimentichiamoci che fa tanto bene ridere e piangere….Giò mi ricordo ancora quando 4 anni fa ti chiamai per avere info su Maranghi con l’intenzione di non mettermi a piangere, invece puntualmente versai un fiume di lacrime (come dice l’ubriaco di casa sono una che drammatizza tutto..). considerami il tuo piccolo parafulmini baci sissi

  9. 9 giorgi 28 dicembre 2005 alle 12:23

    yo-yo: tra qualche minuto sarò da te con Lula. Eh, capisci che non potrò usufruire del tuo spazio…
    ale: renditi conto che tu hai un triplo ruolo, amica d’infanzia, del mare, e amica ritrovata. Triplo sfogo per te, quindi…
    mela: il mio mare maremmano è così amato che potrebbe solo farmi bene. Quasi quasi dopo capodanno lo vado a trovare. Così anche lui si beccherà qualche sfogo.

  10. 10 giorgi 28 dicembre 2005 alle 12:26

    sissi: scrivevamo in contemporanea! Sì, bisogna ridere (moltissimo) e piangere (un po’). Baci e buona montagna

  11. 11 utente anonimo 28 dicembre 2005 alle 15:46

    leggo il libro che mi hai regalato per il compleanno e penso a com’è entrare in una storia, lasciarsi andare a quello che succede e aspettare che succeda… ci vuole quella pazienza dell’attesa, del tempo vissuto fino in fondo in ogni parola in ogni secondo senza giudicare … così è che sono davanti a te … presente insieme a te.
    Buona notizia….farò uno spettacolo a maggio con chi dico io… baci Marcy

  12. 12 DNGDLB 29 dicembre 2005 alle 08:15

    Benvenuta nel club degli occhi..
    Ti giuro che ieri volevo proprio chiedertelo perchè avevi scelto un campo arido per rappresentarti, mi sembrava proprio strano..
    L’occhio è illuminato da una candela, vero?
    Buona giornata
    Muxu, D. : )

  13. 13 giorgi 29 dicembre 2005 alle 11:39

    Il mare non è un campo arido!! Però l’occhietto è meglio, effettivamente. Illuminato da una lampada da tavolo Ikea…
    Ma perché io non vedo più le foto di nessuno? Cos’ha combinato Splinder?

  14. 14 DNGDLB 29 dicembre 2005 alle 12:39

    Neanche la mia? Stamattina ho dovuto ricaricarla perchè nemmeno io la vedevo.. mi sa che stanno facendo un po’ di casino, ieri un’altra blogger si lamentava che qualcuno entrava con la sua password e insultava a caso gli altri..
    Muxu, D. : )
    P.S. Scusa ma io non lo vedevo il mare, avrei dovuto fare più attenzione..

  15. 15 giorgi 29 dicembre 2005 alle 12:48

    Ora ti vedo! Occhio per occhio…


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