La torre che pende

Pensavo di dover aspettare chissà quanto, avevo tirato fuori il libro di racconti di Trevor, invece è comparsa l’infermiera di sei anni fa, non la vedevo da tanto, baci, abbracci, mi fa entrare e dopo un minuto il dottor Zeta è già al telefono con il CNR di Pisa. “Le passo la giovane fanciulla, così le fa direttamente tutte le domande, le dà l’appuntamento e le spiega come arrivare da voi.” Il fatto che fossi “giovane” l’ha ripetuto diverse volte.

Nome, cognome, il collega del dottor Zeta che si volta di scatto, non mi aveva riconosciuta quando sono entrata nella stanza. Gli ho sorriso, mentre recitavo peso, altezza, perché devo fare questo esame, e prendevo appunti, sei ore di digiuno, l’esame si fa alle 12, vediamo…

“Se vuole c’è un posto domani.”

“Domani??? Domani mi sembra presto.”

“Allora martedì della prossima settimana.”

La gentile signora pisana mi ha spiegato per filo e per segno come arrivare lì. Poi ci ho ripensato: “ma se la richiamo tra un po’, sa, forse mi potrei organizzare per domani.” Ero incerta, Sten non mi avrebbe potuta accompagnare, ho il dentista, è troppo presto, però aspettare ancora una settimana se posso farlo prima…

“Mi richiami domattina, se vuole anticipare forse è possibile mercoledì o giovedì.” Ma cos’è, un miracolo? Gentilezza, tempi brevi, posti riservati per i pazienti del mio medico.

Zeta ha trovato il modo di raccontarmi un’altra storiella, ispirato da Pisa. “Sai cosa dice Bin Laden sorvolando in aereo la Torre di Pisa? Dilettanti!” E di rassicurarmi sul fatto che presto avremo tutti gli elementi per sferrare il primo attacco.

In ufficio il mio amico carissimo che vive a Parigi mi ha telefonato, lo aveva fatto anche sabato sera, poco prima del crollo emotivo, per dirmi che leggere il blog non gli piaceva, che mi avrebbe tempestato di telefonate, magari, ma che non sopportava di venire a conoscenza così dei miei stati d’animo.

Altri amici lontani invece sono contenti di poter sapere tutto quasi in tempo reale, come se fossero qui con me.

Un’amica vicinissima, lavoriamo a una piazza di distanza, leggendomi sente di poter condividere meglio questo momento duro.

Io dopo un po’ mi stanco a dover fare resoconti giornalieri di emozioni, referti, visite, paure, a decine di persone. A rassicurare sulle scorte di coraggio, ancora non esaurite.

Me ne accorgo dopo. Prima parlo, racconto, rido, m’incazzo un po’, telefono, rispondo.

Più tardi mi accorgo che oltre a farmi bene, l’outing, mi toglie pure tanta energia. Allora preferisco scrivere, così pratico uno sfogo mediato, ed evito di implodere. Chi vuole sapere, perché mi conosce, mi vuole bene, o mi ha conosciuta attraverso questo blog, in questo modo sa. E può mandarmi un po’ di energia, per quando sono a corto. O per farne scorta, che non fa mai male.

Lula è di ottimo umore, grazie alla raccolta di Lupo Alberto che la fa sganasciare dalle risate. Ogni tanto viene a leggerci qualche striscia particolarmente esilarante, ed è bellissimo ridere insieme a lei.

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4 Responses to “La torre che pende”


  1. 1 utente anonimo 15 novembre 2005 alle 18:24

    più che altro quelli che ti vogliono bene vorrebbero dirtelo a voce, di persona. però capisco anche che quest’assiduità nello starti accanto può sembrarti uno starti “addosso”, e non vorrei toglierti il fiato. per questo ti leggo tutti i giorni, ti sono vicina e quando tu lo deciderai ci sarò.
    ale

  2. 2 giorgi 15 novembre 2005 alle 19:54

    Lo so, lo so bene, ale. Se ti decidessi a venire in biblioteca come fanno molti tuoi colleghi ci potremmo prendere un caffè… Anche domani. Famme sapè, il mio telefono ce l’hai, e non ho deciso di non rispondere più. Baci

  3. 3 utente anonimo 16 novembre 2005 alle 10:47

    ciao tesoro. E’ un sollievo poterti seguire e starti vicina senza pressarti. Non dico niente, se non che il serbatoio di energia è pieno anche della mia, che puoi utilizzare come e quando vuoi. Ti sono vicina sempre. Forza e coraggio (suggerimento inutile, hai solo da insegnare in tal senso). PS: ho letto “La regina di ghiaccio” che mi avete regalato: bello! Poi, se non l’hai letto ti consiglio “Una casa alla fine del mondo” di M. Cunningham… bellissimo.
    bacio ff

  4. 4 giorgi 16 novembre 2005 alle 11:24

    franceschina: seguirò il tuo consiglio, anche se ora ho da finire Caos calmo di Sandro Veronesi, e Racconti d’amore di Trevor. Bacio grande


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