11 giugno 2005

Da che parte cominciare? Forse dalla passeggiata con mio padre, che per paura di non trovare posto vicino alla sala del comune ha parcheggiato all’inizio della stradina già piena di macchine. Mamma e Lula ci hanno anticipato un po’, e noi, a braccetto, abbiamo camminato senza fretta verso tutta quella gente che aspettava. Accipicchia quanti erano, che mi hanno riempita di baci e affettuosità e complimenti prima ancora di varcare il portone della ex chiesetta di S. Maria in Tempulo! E Sten che mi aspettava emozionato e un po’ dispiaciuto per non aver potuto consegnare il cd con You are the sunshine of my life di Steve Wonder che doveva aprire la cerimonia: purtroppo al Comune di Roma sono rimasti al mangianastri…E il felice ripiego con il bolero cubano (Dulce embeleso) cantato dagli amici del coro, (e canticchiato anche da noi due, in piedi davanti alle poltrone rosse). E subito, senza avere neanche il tempo di rendercene conto, quei  quattro sì, due per confermare le nostre identità, l’altro all’unisono per confermare la volontà di sposarci, il quarto dei testimoni (mia sorella e un amico di Sten) che hanno confermato di aver sentito le nostre risposte affermative. (A proposito, durante la festa Sten ha invitato tutti a ripetere oggi quattro sì…) E la lettura degli articoli del codice civile, che esprimono chiaramente le spinte progressiste anni ’70 del nuovo diritto di famiglia, seguita dalla formula di rito: vi dichiaro marito e moglie. E poi, dulcis in fundo, la piccola Lula che ci ha portato le fedi messe sopra a un piattino d’argento. Discorso carino e auguri finali del celebrante, padre della mia cara amica creatrice del fantastico bouquet fatto di calle rosse e arancioni, con grappoli di ciliegie (vere). Ecco fatto. Sono diventata la signora speck in pochi, intensi minuti. All’uscita una grandinata di riso ha concluso come d’obbligo la cerimonia. 

I festeggiamenti sono proseguiti in campagna tra cibo genuino, vino rosso della casa, brindisi su brindisi, discorsi sconclusionati e balli scatenati, aperti, per rimediare, da You are the sunshine of my life… 

Ah, dimenticavo, dopo aver regalato le ciliegie ai bambini ho tirato il bouquet che ha prontamente agguantato un’altra aspirante sposa con prole e anni di convivenza alle spalle.

Insomma, si capisce che sono, siamo, molto molto felici? E che l’undici giugno duemilacinque è stato per noi un giorno memorabile?  

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6 Responses to “11 giugno 2005”


  1. 1 pennapiuma 12 giugno 2005 alle 21:04

    Congratulazioni ^_^

    P.S. Si capisce eccome.

  2. 2 utente anonimo 13 giugno 2005 alle 07:01

    Sig e sig.a Speck, vi dichiaro una gran bella coppia. Me lo sento.
    Che la vita vi riserbi molti più sì e qualche forse..
    Muxumuxu, D.

  3. 3 GruAlfonsina 13 giugno 2005 alle 13:42

    Oh! Piacere di conoscerti in un SI’ bel giorno, e Gratulieren!!

  4. 4 utente anonimo 14 giugno 2005 alle 12:50

    Confermo: ero presente anch’io all’avvenimento: è stato tutto molto bello… semplice, ed anche intenso, colorato, molto in sintonia con loro!!! ancora auguri agli sposi felici


  1. 1 Sette anni « Il mio karma Trackback su 12 giugno 2012 alle 20:51
  2. 2 L’anniversario | Il mio karma Trackback su 11 giugno 2017 alle 22:16

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